Romano Mussolini, jazzista

negativo servizio, XX anni sessanta
  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Jazzisti - Mussolini, Romano <1927-2006>
  • MATERIA E TECNICA gelatina ai sali d'argento (acetati)
  • CLASSIFICAZIONE FOTOREPORTAGE
  • ATTRIBUZIONI Jovane, Francesco (1930/04/18-2002/12/15): fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
  • LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
  • INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE MUSSOLINI, Romano – Quarto figlio di Benito Mussolini e di Rachele Guidi, nacque il 26 settembre 1927 a Forlì, nella residenza di villa Carpena. Egli stesso raccontò di aver iniziato ad ascoltare jazz a soli quattro anni, per merito del fratello Vittorio che portò a casa i primi dischi a 78 giri. Successivamente conobbe le grandi interpretazioni di alcuni importanti esponenti del jazz americano, come Duke Ellington. Avendo già da piccolo imparato a suonare la fisarmonica, nel 1943 cominciò a studiare piano, grazie a Marcello Di Salvo, figlio di amici di famiglia (Il Duce, mio padre, 2004, p. 29); due anni prima si era procurato un sassofono contralto, che avrebbe voluto imparare a suonare con l’ausilio di un agente della banda dei Vigili urbani di Roma, ma il tentativo non aveva avuto successo (Mazzoletti, 2010, p. 280). Diciassettenne, ascoltava con interesse Radio Tevere, emittente di propaganda occulta nata nel 1944 che, tra falsi bollettini di guerra e informazioni ingannevoli sullo svolgimento degli eventi bellici, trasmetteva molta musica jazz. Alla fine della seconda guerra mondiale, fallito il tentativo di fuggire in Svizzera, si stabilì con la madre e la sorella Anna Maria alla periferia di Como, dove apprese della morte del padre; qui, poco prima di essere arrestato, bruciò documenti di valore storico (Il Duce, mio padre, 2004, pp. 140 s.). Dopo diversi spostamenti, i tre furono consegnati dagli americani agli inglesi e condotti in un campo di concentramento a Terni. Il 25 luglio 1945 furono confinati a Forìo d’Ischia, in casa della famiglia Covatta, dove ebbe la possibilità di suonare un pianoforte a coda. Nel 1946 iniziò anche a dipingere sotto la guida dei pittori Arturo Bacio Terracina e Nazzareno Cugurra (Pivetta, 2003, p. IV), attività che non avrebbe più abbandonato. Nel 1947, ottenuta la libertà in seguito all’amnistia Togliatti, conobbe il musicista Ugo Calise, col quale cominciò a esibirsi nei locali dell’isola. Nel complesso denominato All Stars, suonava la fisarmonica usando lo pseudonimo R. Full, che mantenne per diversi anni (nelle varianti Raymond Full e Romano Full). Nel frattempo riprese gli studi: conseguì il diploma di ragioniere a Napoli e fu iscritto per qualche tempo alla facoltà di scienze economiche e commerciali. Poco dopo, però, dovette lasciare Ischia per questioni di salute e si stabilì prima a Rocca di Papa (dove tenne un concerto il 25 luglio 1952; Mazzoletti, 2010, p. 1012), poi a Roma, in un appartamento in via Asmara. All’inizio degli anni Cinquanta aprì un allevamento di polli e maiali in Romagna (con cui realizzò cospicui guadagni; Il Duce, mio padre, 2004, p. 167) e saltuariamente lavorò come rappresentante e disegnatore di manifesti pubblicitari. Il 18 marzo 1955, per il neonato Jazz club Roma, suonò per la prima volta con il suo vero nome nel complesso del trombettista Nunzio Rotondo (con cui, l’anno precedente aveva partecipato ad alcune incisioni, sotto pseudonimo), ottenendo inizialmente critiche piuttosto tiepide (Franco Caffarelli scrisse: «Mussolini al piano ha mostrato una buona tecnica di cui peraltro non abusa, preferendo uno stile incisivo e quasi scarno, con momenti di eccellente musicalità»; in Mazzoletti, 2010, pp. 394 s.). Da quel momento le occasioni di esibirsi aumentarono: a fine marzo registrò una sessione con Dizzy Gillespie e nel 1956 incise con Carlo Loffredo e Pepito Pignatelli il primo disco a suo nome (Romano Mussolini trio, RCA. La svolta decisiva avvenne proprio nel 1956, quando suonò al primo Festival del jazz a Sanremo (Il Duce, mio padre, 2004, p. 168). Morì a Roma il 3 febbraio 2006 e fu sepolto nella cripta di famiglia del cimitero di S. Cassiano a Predappio. Cfr.:https://www.treccani.it/enciclopedia/romano-mussolini_(Dizionario-Biografico)/
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500953926
  • NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000815_NP_1 a JOV_000815_NP_16
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
  • ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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