Albergo Fuenti
positivo servizio,
1998/ 1999
- OGGETTO positivo servizio
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SOGGETTO
Vietri sul Mare (Salerno) - Albergo Fuenti
Vietri sul Mare (Salerno) - Amalfitana Hotel
Vietri sul Mare (Salerno) - Ecomostro di Fuenti
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MATERIA E TECNICA
gelatina ai sali d'argento (acetati)
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CLASSIFICAZIONE
FOTOREPORTAGE
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ATTRIBUZIONI
Alfa Press Service S.n.c. – Agenzia Fotogiornalistica (1975-1990): fotografo principale
Del Vecchio, Sergio (1961): operatore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
- LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
- INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'Hotel Fuenti (il cui vero nome avrebbe dovuto essere Amalfitana Hotel), soprannominato spregiativamente "Ecomostro di Fuenti" è stato uno dei più noti edifici abusivi italiani. L'hotel sorgeva a Vietri sul Mare, in località Fuenti sulla costiera amalfitana arroccato su una scogliera di tufo a picco sul mare in cui sorgeva una cava di pietra calcarea, a poca distanza dalla storica Torre di Bassano del 1563. La sua posizione e le sue dimensioni gli fecero ottenere da parte di Legambiente il soprannome di "ecomostro", definizione poi estesa ad altri edifici dalle caratteristiche simili ed entrata nel gergo comune italiano. Oltre a essere stato il primo edificio a essere definito con questo neologismo, fu anche il primo a essere (almeno parzialmente) abbattuto. La vicenda della sua costruzione venne definita "Un misfatto ecologico esemplare" dal giornalista Antonio Cederna nel 1972. L'Hotel Fuenti venne edificato a partire dal 1968 per volere della famiglia Mazzitelli, capitanata da Orfeo Mazzitelli. La concessione iniziale riguardava una struttura alberghiera da 34 000 metri cubi di cemento, un edificio lungo 150 metri e alto 7 piani (più altri quattro livelli per 24 metri totali), con 2000 metri quadrati di superficie calpestabile. Nonostante l'area su cui sarebbe dovuto sorgere l'edificio fosse soggetta a vincolo ambientale, la proprietà dell'albergo riuscì a ottenere la licenza edilizia comunale firmata dal sindaco Gino Masullo e il nulla-osta paesaggistico del sovrintendente regionale Armando Dillon, e incominciarono i lavori. La costruzione durò tre anni per concludersi nel 1971, e fu accompagnata da aspre critiche e da azioni legali per impedire la distruzione della zona di scogliera su cui si arroccava la costruzione. Nell'ambito della Giunta comunale espresse la sua ferma opposizione all'opera l'assessore Ovidio Gagliardo, attorno al quale si andò formando un gruppo di cittadini vietresi e salernitani: erano Pietro Amos, Alfonso Gambardella, Alfonso Tafuri, il gruppo salernitano di Italia Nostra che nel tempo raccolsero attorno a loro nomi prestigiosi dell'ambientalismo italiano, come Antonio Iannello, Elena e Alda Croce e Antonio Cederna; questa presenza determinò in modo significativo lo sviluppo della questione, che dopo trent'anni portò alla (per ora parziale) distruzione dell'edificio. L'inizio della demolizione fu reso possibile solo dall'introduzione di un emendamento del deputato dei Verdi Sauro Turroni nel disegno di legge Ronchi recante "nuovi interventi in campo ambientale - un disegno di legge proposto nel 1998 dal ministro Ronchi che sarebbe poi divenuto la legge n. 426/1998. L'emendamento venne approvato dall'aula e diventò parte della legge avanzata dal ministro dell'ambiente Edo Ronchi. La legge rendeva più facili le procedure atte a concludere in tempi brevi le opere di demolizione degli edifici abusivi in aree protette dando al ministro la possibilità di procedere direttamente se necessario scavalcando le competenze delle autorità locali, facendo uso dei mezzi dell'esercito e garantendo un consistente fondo per il pagamento diretto dei lavori necessari. Va rilevato che il disegno di legge era stato stilato appositamente per risolvere il caso del Fuenti e per la costiera amalfitana, ed era stato supportato da diverse associazioni ambientaliste per limitare il dilagare degli abusi nei parchi naturali e archeologici. La nuova legge prevedeva l'intervento diretto del ministero: questo fatto era stato reso necessario dall'inerzia dimostrata dalle autorità di Vietri sul Mare nell'eseguire l'ordinanza d'abbattimento nei due anni precedenti
- TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500953800
- NUMERO D'INVENTARIO da JOV_001285_ST_001 a JOV_001285_ST_004
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
- ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0