Nino Taranto

negativo servizio, 1960 - 1980
  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Attori- Comici - Cantanti - Taranto, Nino <1907-1986>
  • MATERIA E TECNICA gelatina ai sali d'argento (acetati)
  • CLASSIFICAZIONE FOTOREPORTAGE
  • ATTRIBUZIONI Jovane, Francesco (1930/04/18-2002/12/15): fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
  • LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
  • INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE TARANTO, Nino (Antonio Eduardo). – Nacque a Napoli al vico Carbonari nel quartiere Pendino il 28 agosto 1907, registrato con il nome di Antonio Eduardo. Terzogenito di nove figli di Raimondo e di Maria Salomone, fu concepito dopo la morte neonatale di una coppia di gemelli. Il padre, discendente da una famiglia di militari, lavorava come sarto insieme alla moglie nella bottega del suocero Antonio. In età prescolare Taranto fu avviato alla musica dalla famiglia materna presso la sartoria, luogo in cui gli zii Salvatore e Angelo Salomone e il prozio Ferdinando avevano formato un complesso strumentale con il quale dilettarsi durante le pause dal lavoro. La piccola orchestra trovava ingaggi dai clienti della sartoria in occasione di cerimonie. In tali circostanze Nino cominciò a mostrare la sua predisposizione vocale. Poco incline all’educazione scolastica e alla prospettiva del lavoro sartoriale, a nove anni il fanciullo fu affidato al maestro Salvatore Capaldo, con il quale apprese l’arte del canto. Nel 1921 debuttò al teatro Centrale in occasione di ’Na camera affittata a tre, spettacolo seguito da un gran varietà a cui Taranto prese parte intonando brani di diverso carattere, tra i quali il pezzo comico Fifì Rino (di Raffaele Viviani, 1905) e il più drammatico ’A Santanotte (di Eduardo Scala - Francesco Bongiovanni, 1920). Il 28 ottobre dello stesso anno nacque il fratello Carlo, anch’egli divenuto poi caratterista. Dopo l’ingresso nella compagnia dei Piccoli guidata da Mimì Maggio al teatro Partenope, nel 1924 Nino, già conosciuto nell’ambiente teatrale cittadino, comparve come ‘scugnizzo’ in Vedi Napule e po’ mori! lungometraggio prodotto dalla Lombardo Film con la direzione di Eugenio Perego. Nel 1928 l’artista entrò nella compagnia Cafiero-Fumo, con la quale ebbe modo di sviluppare le sue abilità vocali e attoriali, passando dalla macchietta alla sceneggiata, e alternando la canzone di giacca all’attività di fine dicitore. Il 28 luglio dello stesso anno sposò la napoletana Concetta Ravasco, sua coetanea, con la quale ebbe tre figli: Maria (1930), Carmela (1932) e Raimondo (1934). Cfr. : https://www.treccani.it/enciclopedia/nino-taranto
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500953725
  • NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000159_NP_af_1 a JOV_000159_NP_ag_5
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
  • ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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