Domenico Rea
negativo servizio,
post 1960 - post 1993
Jovane, Francesco (1930/04/18-2002/12/15)
1930/04/18-2002/12/15
- OGGETTO negativo servizio
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SOGGETTO
Scrittori- Rea, Domenico
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MATERIA E TECNICA
gelatina ai sali d'argento (acetati)
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CLASSIFICAZIONE
FOTOREPORTAGE
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ATTRIBUZIONI
Alfa Press Service S.n.c. – Agenzia Fotogiornalistica (ditta): fotografo principale
Jovane, Francesco (1930/04/18-2002/12/15): operatore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
- LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
- INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE REA, Domenico. – Nacque l’8 settembre 1921 a Napoli da Giuseppe, ex carabiniere, e da Lucia Scermino, sua seconda moglie e ostetrica. In casa c’erano già la sorellastra Concetta (n. 1905), figlia illegittima di Giuseppe, e le sorelle Raffaella (n. 1917) e Teresa (n. 1919). Nel 1924 la famiglia si trasferì a Nocera Inferiore, dove Rea frequentò le elementari e le tre ‘complementari’.Si avvicinò poi alla lettura grazie al frate francescano Angelo Iovino, per il quale nel 1940 scrisse il suo primo testo edito: la prefazione a un libro di versi, firmata con lo pseudonimo Bartolo Cristiano.Marco Levi Bianchini, direttore dell'ospedale psichiatrico di Nocera Inferiore, e lo scultore Luigi Grosso, confinato politico a Nocera dal 1938 al 1943, lo incoraggiarono a continuare.Al 1942 risale l’incontro con la futura moglie Annamaria Perilli, figlia di un avvocato di Napoli sfollato a Nocera Superiore; l’anno dopo conobbe Michele Prisco, i cui genitori erano pure sfollati a Nocera. Dopo l’8 settembre trovò lavoro come dattilografo presso un ufficio del ministero degli Esteri a Salerno, e prese a collaborare con Libertà, organo del Comitato provinciale del Fronte nazionale di liberazione (FNL). Si iscrisse al Partito comunista italiano (PCI), fu eletto segretario della sezione di Nocera e, dall’ottobre 1944, lavorò brevemente come operaio alle Manifatture cotoniere meridionali (MCM). A Napoli conobbe Francesco Flora che patrocinò la pubblicazione nel settembre del 1945, nella rivista Mercurio, della novella La figlia di Casimiro Clarus.Rea frequentò inoltre il gruppo dei giovani che nel novembre del 1945 fondarono la rivista Sud (fra cui Luigi Compagnone, Luigi Incoronato, Raffaele La Capria, Antonio Ghirelli e Anna Maria Ortese), ma a quell’esperienza restò estraneo, preferendo tentare la fortuna a Milano, dove giunse nel novembre del 1945 e dove Grosso lo presentò a molti artisti, tra cui Giacomo Manzù, di cui fu ospite, e Aligi Sassu che radunava in casa un cenacolo animato da Salvatore Quasimodo, Leonida Repaci ed Enrico Emanuelli. Conobbe Carlo Bo, Eugenio Montale, Luciano Anceschi, Carlo Emilio Gadda, Luigi Santucci, Ottiero Ottieri. Alberto Mondadori gli fece firmare un contratto per un libro ancora da scrivere intitolato (per scelta dell’editore) Spaccanapoli.Nei primi giorni del 1946 fece ritorno a Nocera.Ottenuto un impiego alla Soprintendenza alle Gallerie di Napoli, il 28 ottobre Rea si sposò a Napoli con Annamaria, avendo Vasco Pratolini e sua moglie per testimoni. Un nuovo libro di racconti, intitolato Gesù, fate luce, uscì nell’ottobre del 1950, accolto da recensioni ancora una volta positive: l’anno dopo si piazzò secondo al premio Strega (in una cinquina che comprendeva, oltre al vincitore Corrado Alvaro, Alberto Moravia, Carlo Levi e Mario Soldati), e vinse a sorpresa il Viareggio (Giambattista Vicari salutò la scelta come una vittoria della vitalità contro il «ritegno spesso infecondo e fin troppo cauto delle nostre lettere», «Il Momento», 18 aprile 1951).Nel 1971 uscì la raccolta di brevi scritti Diario napoletano (Milano). In quel periodo si dedicò a promuovere, nella libreria Guida, una serie di incontri con protagonisti della cultura, tra i quali Jack Kerouac. Passato alle dipendenze del Centro RAI di Napoli, diventò giornalista; nel contempo assunse il ruolo di critico teatrale per Il Mattino e pubblicò Fate bene alle anime del Purgatorio (Napoli 1973), riunendo il meglio della sua produzione saggistica degli anni precedenti. Nel 1979 uscì l’altra sua commedia Re Mida, messa in scena al festival Settembre al Borgo di Casertavecchia, mentre nel 1982 debuttò al teatro San Ferdinando di Napoli Le formicole rosse. Il nuovo direttore del Mattino, Roberto Ciuni, gli affidò una serie di grandi reportage su ‘tutte le Napoli del mondo’, ma tra giugno e settembre del 1980 Rea fece solo le tappe di Bangkok, Hong Kong e Bombay.Nel 1990 pubblicò il piccolo, incantevole racconto natalizio Crescendo napoletano (Milano, premio Nonino-Risit d’Aur), preludio al suo secondo romanzo Ninfa plebea (Milano 1992), in cui, narrando la favola di una ragazza di provincia che attraversa un mondo di degrado e abiezione, ma riesce a presentarsi vergine alle nozze, riannodava i fili della sua ispirazione originaria nel mondo di Nofi. Il romanzo vinse il premio Strega, e Lina Wertmüller ne ricavò il film omonimo (1996, cosceneggiato da lei e da Ugo Pirro e musicato da Ennio Morricone), con un cast che comprendeva l’esordiente Lucia Cara e, tra gli altri, Stefania Sandrelli e Raoul Bova. La notte dell’8 gennaio 1994, in un albergo di Benevento, Rea fu colpito da un ictus. Ricoverato nell’ospedale di quella città e poi a Napoli, morì la mattina del 26 gennaio. Fu sepolto nella cappella di famiglia dell'amico di infanzia Giuseppe Angrisani nel cimitero di Nocera Inferiore. Cfr. : treccani.it/enciclopedia
- TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500953625
- NUMERO D'INVENTARIO da Jov_000053_NP_aa_1 a Jov_000053_NP_bi_6
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
- ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0