organo da muro

Legnano, 2025 - 2025
Mascioni (bottega)
Dati attività: 1829-2025

Organo a due tastiere, a trasmissione elettrica, posizionato in cantoria, in controfacciata, ricostruito dalla ditta Vincenzo Mascioni di Azzio nel 2025 con riutilizzo di materiale fonico più antico. La cassa e la cantoria vennero eseguite da Antonio Galli di Inverigo (ebanista) su progetto con impostazione della cassa ad “U” dall’architetto Luigi Perrone, progettista dell’ampliamento della chiesa, per mantenere in essere il grande rosone posto in facciata. La cassa venne dipinta e decorata dal pittore Gersam Turri, originario di Legnano

  • OGGETTO organo da muro
  • CLASSIFICAZIONE da muro
  • ATTRIBUZIONI Mascioni (bottega): costruttore
  • LOCALIZZAZIONE San Magno
  • INDIRIZZO Piazza San Magno, Legnano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE A seguito dell’edificazione del tempio all’inizio del ‘500 venne certamente avvertita la necessità di far costruire un adeguato strumento per l’accompagnamento dei riti. Nel 1515 venne destinato alla chiesa di San Magno un legato per la costruzione dell’organo. Non si hanno notizie dirette relative alla costruzione del primo strumento ma in una pubblicazione del 1650 vengono fornite alcune importanti notizie in merito al primo strumento realizzato nel 1542 da Giovanni Giacomo Antegnati. Colpisce il fatto che a distanza di oltre un secolo (tra il 1542 e il 1650) vi fosse ancora memoria dell’originario costruttore sebbene con qualche imprecisione in quanto, come meglio specificato di seguito, l’Antegnati in discorso, originario sì di Brescia, era però abitante a Milano e il capostipite del ramo milanese della prestigiosa bottega bresciana. Lo strumento era tenuto in alta considerazione ancora dopo un secolo dalla sua costruzione ma la fama non era certo immeritata stante l’importanza assunta da Giovanni Giacomo Antegnati all’interno della scuola organaria cinquecentesca. Nel 1783 venne richiesto al regio Economo Generale di Milano di poter ampliare lo strumento presente in chiesa utilizzando le canne e parte del materiale riveniente dallo strumento del soppresso convento di Santa Chiara di Legnano (viene reiterato il riuso di materiale antico). Il permesso venne accordato ma nulla si sa circa l’effettiva esecuzione o meno dell’intervento. In merito a questa operazione vi è qualche traccia nella documentazione posteriore. Nel 1814 lo strumento venne ampliato da Giovanni Maria e Girolamo Carrera, rispettivamente zio e nipote, titolari dell’omonima ditta con sede in Legnano. Dal contratto si evince l’impegno da parte dei Carrera di riutilizzare le canne antiche presenti nello strumento (il tema si ripete ancora). Girolamo Carrera introdusse però nuovi registri e ne chiese il pagamento. Ne scaturì una vertenza con la parrocchia, poi ricomposta. Il Carrera descrisse le caratteristiche dell’organo prima del suo intervento così si ha qualche notizia in più circa gli strumenti antichi. L’organo modificato dai Carrera nel 1814 era su base di 12’, con una tastiera da 56 tasti, nove registri di ripieno, Flauto in VIII, Voce Umana, due Cornetti, Fagotto e Tromba, 12 Contrabassi con altrettanti rinforzi. La prima canna in facciata era il Sol mentre la canna più grave Fa era di legno (come pure l’Ottava e il Flauto in VIII). Qualche annotazione in merito: - corrisponderebbe a 12’ la presenza della prima canna Fa in legno; - la canna Sol in facciata, anziché il più consueto Fa di 12’ non era certo riconducibile all’operato dell’Antegnati; - viene chiesto l’ampliamento da 12’ a 16’ con l’aggiunta delle prime tre canne per cui la tastiera di 56 note sembrerebbe avere l’estensione dal Fa-1 al Re5, del tutto inconsueta ovviamente ampliata rispetto ai 50 tasti originali dell’Antegnati; - anche la presenza dei due cornetti e delle due ance starebbe ad indicare un ampliamento settecentesco dello strumento, ad opera di ignoto. Si potrebbe ipotizzare l’esecuzione di tale ampliamento nel 1783, a seguito dell’autorizzazione da parte dell’Economo milanese. Nel 1814, comunque siano andate le cose, lo strumento dell’Antegnati aveva subito qualche intervento significativo sia per quanto attiene alla composizione fonica, sia per l’estensione della tastiera. Il gusto musicale era in celere divenire è nel 1842 si avvertì nuovamente la necessità di ampliare lo strumento e il contratto venne stipulato sempre con Girolamo Carrera, rimasto solo alla conduzione della bottega per la morte dello zio avvenuta nel 1818. L’intervento del Carrera cancellò in modo definitivo le tracce dell’antico Antegnati dando allo strumento una fisionomia prettamente ottocentesca con un quadro fonico assai ampliato e dotato di tutti gli accessori richiesti all’epoca. Un ulteriore intervento di manutenzione è registrato nel 1903 ad opera di Luigi Bernasconi, uno degli ultimi esponenti della articolata bottega varesina. Altre opere di manutenzione di cui qualcuna nota sono di certo avvenute nel corso dei secoli anche se non ben documentate dalle carte d’archivio. Con l’ampliamento della chiesa in corrispondenza della facciata, nel 1914, venne rimosso lo strumento Carrera e si incaricò nel 1920 Giorgio Maroni di Varese di realizzare una nuova opera
  • TIPOLOGIA SCHEDA Strumenti musicali-Organo
  • USO Uso settimanale
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0303285084
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Milano
  • ENTE SCHEDATORE Diocesi di Milano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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