divano - bottega toscana (prima metà sec. XIX)

divano post 1820 - ante 1830

Coppia di divani in legno di faggio laccato nero e dorato con decorazione di testine orientali. Schienale e seduta imbottiti.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO divano
  • MATERIA E TECNICA SETA
    legno di faggio/ intaglio/ laccatura/ doratura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Toscana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
  • INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La coppia di divani è realizzata in legno di faggio laccato, con intagli dorati a contrasto che animano l’insieme delle superfici. Gli arredi fanno parte di un finimento più ampio, completato da due sedie en suite, concepite secondo la medesima impostazione formale e decorativa. La struttura poggia su quattro gambe slanciate: quelle anteriori, dritte, sono scandite da una sequenza regolare di bottoni circolari dorati alternati a parti scanalate, mentre le posteriori, arretrate e leggermente ricurve, sono configurate a sciabola. I braccioli, raccordati al sedile con andamento sinuoso, presentano superfici intagliate e dorate che riprendono il ritmo decorativo delle gambe, mantenendo una calibrata alternanza tra lacca e doratura. I montanti di raccordo dello schienale sono ornati da cespi fogliacei intagliati e dorati. Lo schienale, elemento centrale nella definizione formale dei divani, presenta un profilo mosso sottolineato da sottili filetti dorati che ne accentuano l’andamento ondulato. Alle estremità sono intagliate due testine raffiguranti personaggi di gusto esotico, caratterizzati da turbanti o veli che incorniciano i volti; al centro si sviluppa un motivo a doppia voluta convergente in una pigna, fulcro ornamentale della composizione.\nI divani sono attribuibili a una bottega toscana attiva intorno al 1820, in un contesto culturale profondamente influenzato dalla presenza francese in Toscana negli anni napoleonici. In seguito all’istituzione del Regno d’Etruria e, soprattutto, durante il governo di Elisa Bonaparte Baciocchi, granduchessa di Toscana dal 1809 al 1814, il gusto ufficiale degli arredi si allineò ai modelli della corte imperiale francese. In questo periodo si affermò una produzione caratterizzata dall’adozione del linguaggio neoclassico di matrice Impero, con aperture verso repertori decorativi di gusto esotico ed egittizzante, recepiti e rielaborati dalle botteghe locali. Dal punto di vista stilistico, i divani mostrano affinità con arredi - e in particolare sedute - già attribuiti a Gaetano Cambi su disegno di Lorenzo Nottolini, con specifico riferimento a esemplari eseguiti per il Palazzo Ducale di Lucca. Analogie riconoscibili nell’impostazione dello schienale, nel repertorio d’intaglio e nella presenza di inserti figurativi di gusto esotico orientano verso una medesima cultura d’arredo. Un ulteriore elemento di conferma è offerto dalla loro provenienza: i divani figurano tra i pochi arredi non appartenenti al nucleo originario di Palazzo Moroni, essendo stati inseriti dal FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano - in occasione del riallestimento delle sale del 2023. Provenienti da un palazzo lucchese, si rafforza l’ipotesi di un’attribuzione a una bottega toscana e la loro vicinanza agli arredi riconducibili all’ambiente di Gaetano Cambi e Lorenzo Nottolini.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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