caminiera - bottega lombarda (secondo quarto sec. XIX)
caminiera
post 1830 - ante 1840
Caminiera con specchio in legno intagliato, laccato in avorio e dorato a due colonne, capitelli in forma di cigni e decoro di palmette. Sostegni per ventole da camino in bronzo dorato e cesellato in forma di aquile.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO caminiera
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MATERIA E TECNICA
legno/ intaglio/ laccatura/ doratura
SPECCHIO
- AMBITO CULTURALE Bottega Lombarda
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
- INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La caminiera con specchio, in legno intagliato, laccato in avorio e dorato, presenta lo specchio inserito entro una cornice lignea modanata, profilata da un motivo continuo a ovuli incorniciati, intagliati a rilievo e dorati, che ne sottolinea il perimetro con andamento regolare. Ai lati si dispongono due colonne scanalate, slanciate e rastremate verso l’alto, poggianti su basamenti intagliati in forma di zampe ferine, rese con forte aggetto plastico; al di sopra, elementi fogliacei intagliati e dorati si sviluppano a guaina avvolgendo il fusto nel punto di raccordo. I capitelli sono configurati in forma di cigni, con i colli arcuati e le ali rese a rilievo. La trabeazione superiore è organizzata attorno a una cartella modanata, intagliata a rilievo, affiancata lateralmente da palmette simmetriche, mentre al centro si colloca una testina inscritta entro elementi fogliacei. Al di sopra corre un fregio continuo intagliato e dorato a cespi fogliacei, sormontato da un coronamento concluso da antemioni disposti al centro e agli angoli. A completamento dell’insieme, sui lati della caminiera sono applicati sostegni in bronzo dorato costituiti da una voluta fogliacea che si sviluppa plasticamente fino a configurarsi in forma di aquila ad ali spiegate, elementi destinati al sostegno delle ventole da camino utilizzate per ravvivare il fuoco.\nLa caminiera fa parte di un finimento completo di arredi eseguiti per Palazzo Moroni e si inseriscono nel clima dell’ultimo Neoclassicismo lombardo, in quella fase avanzata in cui alla compostezza classica si innestano recuperi di morbidezze formali, con la sopravvivenza di stilemi di ascendenza impero. Le forme, il repertorio ornamentale e il contrasto cromatico tra la lacca avorio e la doratura rimandano a un linguaggio aggiornato sulle proposte degli architetti e disegnatori attivi a Milano nella prima metà del XIX secolo, in particolare alla cultura progettuale che si sviluppa attorno alle raccolte ornamentali di Domenico Moglia (1780 – post 1862), formatosi all’Accademia di Brera come allievo di Giocondo Albertolli (1742 – 1839), figura centrale del Neoclassicismo milanese e protagonista nella definizione del suo linguaggio decorativo. Tali caratteristiche consentono di collocare l’arredo entro gli anni Trenta–Quaranta dell’Ottocento e di ricondurlo alla produzione di una bottega lombarda, aggiornata sui modelli dell’ultimo Neoclassicismo e attiva nella realizzazione di finimenti destinati a committenze aristocratiche.\n
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0