paracamino - bottega lombarda (secondo quarto sec. XIX)
paracamino
sec. XIX secondo quarto
Paracamino in legno intagliato e laccato con decoro chinoiserie a dorature e policromie su pastiglia. Seta dipinta con personaggi entro paesaggio.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO paracamino
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MATERIA E TECNICA
legno/ laccatura
pastiglia/ doratura/ policromia
seta/ policromia
- AMBITO CULTURALE Bottega Lombarda
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
- INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE ll paracamino è realizzato in legno intagliato, laccato e decorato con dorature e policromie eseguite su pastiglia. La struttura, di impianto architettonico, è definita da una cornice modanata entro la quale si sviluppa un articolato apparato ornamentale di gusto chinoiserie. I montanti laterali sono ornati da tralci sinuosi con fiori, foglie e uccelli esotici che si dispongono con andamento verticale. Al di sopra si apre una riserva orizzontale con paesaggio chinoiserie: minute scenette animate da personaggi orientali, ponticelli arcuati, padiglioni, alberi e quinte vegetali si susseguono entro una veduta continua. Al centro del paracamino è inserito un pannello in seta dipinta, raffigurante un personaggio orientale stante che tiene per mano un bambino, ambientati entro un paesaggio con alberi, rocce e volatili.\nIl paracamino fa parte di un ampio finimento di arredi conservato nel salottino cinese. Un confronto può essere istituito con un trumeau comparso in asta da Sotheby’s (Milano, 20 giugno 2006, lotto 322), poi pubblicato da Giuseppe Beretti. A rendere immediatamente persuasivo l’accostamento concorrono anzitutto le affinità esecutive: la costruzione dei paesaggi, la tipologia delle architetture esotiche, la resa dei personaggi, il repertorio vegetale, nonché specifici dettagli ornamentali che trovano riscontro puntuale tra il mobile di Sotheby’s e gli arredi di Palazzo Moroni, rivelando una comune matrice di bottega. Il trumeau reca, tra gli ideogrammi della decorazione, la firma “Luigi Fratini fece” e una data letta da Giuseppe Beretti come 1751. Tale lettura pone tuttavia alcune questioni interpretative: non si può escludere che la cifra sia stata confusa con elementi ideografici ornamentali, né che Fratini abbia riutilizzato il fusto di un mobile più antico, successivamente laccato e aggiornato nel gusto “alla chinese”, apponendo firma e data con intento di accrescerne il prestigio antiquariale. Un elemento documentario di particolare rilievo consente tuttavia di riconsiderare la cronologia. Negli Atti della distribuzione de’ premi d’industria del 4 ottobre 1835 è infatti menzionato un Luigi Fratini di Milano, premiato “per lavori all’uso chinese detti alla vieux-lac”. La notizia attesta l’attività della bottega in pieno Ottocento, specializzata proprio in quelle lacche d’imitazione orientale cui appartengono, per linguaggio e tecnica, tanto il trumeau quanto il finimento di Palazzo Moroni. La scoperta documentaria consente pertanto di spostare la cronologia del mobile di Sotheby’s entro il secondo quarto del XIX secolo e, per stretta contiguità stilistica ed esecutiva, di avvicinare allo stesso ambito anche il paracamino e gli altri arredi del salottino cinese. Tale datazione risulta pienamente coerente con le vicende del palazzo: l’ala che accoglie l’ambiente fu riallestita in seguito alle nozze celebrate nel maggio 1838 tra Alessandro Moroni e Giulia Resta, termine dopo il quale il salottino fu verosimilmente allestito con arredi eseguiti en suite, riconducibili alla bottega milanese di Luigi Fratini, documentata attiva almeno dal 1835.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0