panchetto - bottega lombarda (fine sec. XVIII)
panchetto
post 1790 - ante 1820
Coppia di panchetti da muro privi di schienale, su sei gambe in legno laccato e dorato. Tessuto della seduta postumo.\n
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO panchetto
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MATERIA E TECNICA
legno/ intaglio/ laccatura/ doratura
tessuto
- AMBITO CULTURALE Bottega Lombarda
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
- INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I due panchetti, privi di schienale, sono realizzati in legno laccato e dorato. La struttura è arricchita da un apparato decorativo intagliato che combina motivi floreali e geometrici.\nI braccioli laterali, intagliati, si sviluppano in un andamento curvilineo e terminano in volute; sul fronte di ciascuna voluta è applicato un rosone dorato. Nella parte interna dei braccioli, sull’asse verticale centrale, sono intagliati motivi floreali a rilievo. Il lato esterno delle volute è scandito da una sequenza continua di elementi ovali intagliati, disposti regolarmente a creare un motivo geometrico seriale. La fascia frontale è articolata in due cartelle laccate, incorniciate da profili dorati, scandita da tre rosoni applicati, uno centrale e due laterali. Le gambe, rastremate, sono intagliate e scanalate; nella parte superiore presentano colletti ornati da motivi fogliacei, ripresi anche sui piedi, sagomati a mo’ di scarpette e decorati anch’essi con intagli di foglie stilizzate. L’insieme dell’apparato ornamentale concorre a definire un linguaggio coerente, in cui la doratura sottolinea i rilievi e dialoga con le superfici laccate. Il rivestimento del sedile, in tessuto rosso, è da considerarsi postumo.\nI panchetti si collocano nella produzione lombarda di fine Settecento. Il ricorso a forme essenziali, a proporzioni misurate e all’accostamento tra lacca avorio e rilievi ornamentali dorati rientra tra i caratteri distintivi del neoclassicismo lombardo, affermatosi nell’arredo anche grazie all’opera di Giocondo Albertolli (1742-1839), professore di Ornato all’Accademia di Brera dal 1776, i cui repertori a stampa contribuirono in modo determinante alla diffusione di questo linguaggio decorativo.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0