specchiera - bottega toscana (fine sec. XVIII)
specchiera
sec. XVIII fine
Specchiera intagliata e dorata con mascherone e girali fogliacei e floreali.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO specchiera
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MATERIA E TECNICA
legno/ intaglio/ doratura
SPECCHIO
- AMBITO CULTURALE Bottega Toscana
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
- INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La specchiera, in legno intagliato e dorato, presenta uno specchio centrale inserito entro una cornice continua decorata da un motivo a nastro intrecciato a rilievo che corre lungo l’intero perimetro. La cornice è sostenuta lateralmente da due elementi a cespo fogliaceo intagliato, impostati verticalmente, dai quali si sviluppano girali vegetali che accompagnano e raccordano la struttura decorativa ai lati della cornice. Lungo il tratto inferiore corre un motivo floreale intagliato a giorno, costituito da elementi fogliacei e corolle stilizzate, che funge da elemento di collegamento tra i due sostegni laterali, conferendo continuità alla composizione. Alla sommità della specchiera è collocata una cimasa articolata, centrata da un mascherone intagliato, dal quale si eleva un vaso classicheggiante ricolmo di fiori; da questo dipartono simmetricamente girali fogliacei e tralci floreali che si estendono lateralmente fino a raccordarsi con due piccoli vasi di fiori disposti ai lati della cimasa, da cui si sviluppano ulteriori motivi vegetali ricadenti lungo i lati della cornice. L’intaglio, condotto con buona profondità, è valorizzato da una doratura stesa in modo uniforme che sottolinea l’articolazione plastica dei volumi e il repertorio decorativo di matrice naturalistica. L’opera rientra pienamente in quella produzione di arredi in stile neoclassico inaugurata a Firenze agli inizi del nono decennio del Settecento dall’intagliatore piemontese Giovanni Rabellini Castagnole, trasferitosi in città nel 1765. Qui l’artista eseguì nel 1780 un elaborato specchio da camino recensito con lode nella “Gazzetta toscana”, descritto come una cornice a tre ordini d’intaglio “in stile greco”, sormontata da un mascherone da cui si dipartivano rami di quercia intrecciati a festoni di frutta e sostenuta da due piedistalli configurati come testuggini, secondo un gusto bizzarro di ascendenza manierista destinato a divenire di lì a poco caratteristico della produzione fiorentina. Tale indirizzo ornamentale, fondato sull’integrazione fra lessico classico, naturalismo decorativo e invenzione fantastica, è infatti documentato da diverse specchiere realizzate per le residenze granducali negli anni successivi. In questo contesto la nostra specchiera si colloca con coerenza, riprendendo il medesimo impianto compositivo, l’uso della cimasa centrata da mascherone, lo sviluppo simmetrico dei girali e il ricco repertorio floreale intagliato, tradotti in una formulazione ormai pienamente neoclassica. L’opera è pertanto attribuibile a una bottega toscana attiva sul finire del XVIII secolo e databile verosimilmente agli anni Novanta del Settecento. Tale ipotesi è ulteriormente avvalorata dalla provenienza dell’arredo, donato al FAI e proveniente da un palazzo di Lucca. La sua presenza negli ambienti di Palazzo Moroni risale al riallestimento del 2023, occasione in cui la specchiera è stata integrata nel percorso espositivo come significativa testimonianza della produzione dell'arredo neoclassico.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0