consolle - bottega toscana (fine sec. XVIII)

consolle post 1790 - ante 1810

Consolle in legno intagliato laccato e dorato. Fascia con motivo fogliaceo continuo e alternato. Gambe tornite e scanalate. Piano in marmo.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO consolle
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ laccatura/ doratura
    marmo
  • AMBITO CULTURALE Bottega Toscana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
  • INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La consolle a mezzaluna, realizzata in legno intagliato, laccato e dorato, presenta una struttura impostata su quattro gambe sottili e rastremate che sostengono una fascia sottopiano profilata da un duplice ciglio modanato e dorato. L’intera fascia è percorsa da un motivo fogliaceo continuo, intagliato e dorato su fondo laccato bianco avorio, che si sviluppa lungo il fronte e i lati, interrompendosi in corrispondenza delle gambe, dove elementi verticali di raccordo leggermente aggettanti e scanalati segnano il passaggio strutturale tra fascia e sostegni, ulteriormente collegati mensole inferiori. Le gambe, slanciate e affusolate, presentano una decorazione a sviluppo verticale: un colletto con fogliette dorate introduce un tratto scanalato cui segue una spirale ascendente che accentua lo slancio del sostegno, mentre nella parte inferiore una guaina fogliacea intagliata accompagna il fusto fino al piede, in continuità ornamentale con l’apparato soprastante. L’insieme è valorizzato dal contrasto cromatico tra la laccatura chiara e la doratura, mentre il piano, sagomato secondo l’andamento della struttura, è realizzato in marmo. La consolle risulta quanto più prossima ad alcuni arredi oggi conservati a Palazzo Pitti, eseguite per la corte granducale negli anni Novanta del Settecento, durante il governo dell’arciduca Ferdinando III d’Asburgo-Lorena, granduca di Toscana dal 1790. Le affinità si riscontrano nella nella scansione della fascia, nell’impostazione delle gambe sottili e rastremate e nel lessico ornamentale, elementi che riconducono l’arredo entro un medesimo clima produttivo. Un riscontro documentario relativo all’attività delle botteghe toscane in quegli anni è offerto da carte della Guardaroba granducale, che nel 1792 registrano gli intagliatori Lorenzo Dolci, Sebastiano Bellini e Gaetano Gonnelli impegnati nella fornitura di diversi arredi intagliati, fra cui tavoli e consolle, destinati agli appartamenti di corte. Alla luce dei confronti stilistici e del contesto documentario, la consolle oggi conservata a Palazzo Moroni può pertanto essere collocata verosimilmente negli anni Novanta del Settecento ed attribuita a una bottega toscana, probabilmente fiorentina. Tale ipotesi è ulteriormente avvalorata dalla provenienza dell’arredo, donato al FAI e proveniente da un palazzo di Lucca. La sua presenza negli ambienti di Palazzo Moroni risale al riallestimento del 2023, occasione in cui la console è stata integrata nel percorso espositivo come significativa testimonianza della produzione dell'arredo neoclassico.\n
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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