L'Incoronata. Veduta della chiesa dell'Incoronata a Milano

disegno (?) 1924 - 1932

disegno tracciato a grafite su carta bianca

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO disegno
  • MATERIA E TECNICA carta/ grafite
  • ATTRIBUZIONI Ferrari, Arturo (1861-1932)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco
  • LOCALIZZAZIONE Castello Sforzesco - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Castello, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'artista ha definito il disegno "L'Incoronata" nella pagina manoscritta che accompagna il quindicesimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". L'attuale denominazione della strada dove sorge l'edificio è corso Giuseppe Garibaldi, 116. La chiesa di Santa Maria Incoronata è formata da due corpi tra loro distinti; la prima chiesa esisteva già in età comunale, retta dai Padri Eremitani di San Marco ed intitolata a Santa Maria di Garegnano. Nel 1445 viene assegnata agli Agostiniani ed è restaurata e rinnovata. Terminati i lavori di restauro, nel 1451, secondo lo stile dell’epoca (il tardo gotico), la chiesa viene definitivamente intitolata a Santa Maria Incoronata, e dedicata a Francesco Sforza, in occasione della sua incoronazione a Duca di Milano. Nel 1460 viene edificata, per volere di Bianca Maria consorte del Duca, la chiesa gemella, inititolata a San Nicola da Tolentino, e nel 1484 i due edifici vennero messi definitivamente in comunicazione, costituendo così un unicum architettonico, a due navate e a pianta quadrata, su progetto attribuito a Pietro Antonio Solari. La chiesa di San Nicola da Tolentino corrisponderebbe all'odierna navata destra il cui esterno è qui raffigurato da Ferrari che inquadra una della tre cappelle laterali. Attualmente l'interno di Santa Maria Incoronata è a due navate di uguale altezza, divise da pilastri, ognuna su tre campate. All’esterno della chiesa si trova ancora una parte del chiostro, con affreschi quattrocenteschi e il piano delle celle dei monaci.\nLa vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932. \nIn quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Gabinetto dei Disegni
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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