Allegoria dell'Amicizia

statua, post 1846 - ante 1849

Imponente nella sua bellezza, la scultura raffigura l'Amicizia come antica divinità greca, compostamente seduta su un trono marmoreo di foggia classica. Essa è qui scolpita nelle vesti di una seducente figura femminile che si appoggia da un lato al bracciolo del trono e dall'altro allarga il braccio ad accogliere i visitatori. Dalla foggia monumentale e ampiamente panneggiata nella veste, che lascia scoperte le braccia e una spalla, l'Amicizia mostra un'espressione serena e imperturbabile, incorniciata dai capelli raccolti intorno alla liscia corona. A sostenere il bracciolo e il braccio della divinità, è presente la raffigurazione di un cane, simbolo di amicizia e fedeltà. Due fasce sulla seduta sono inoltre decorate a bassorilievo con un motivo continuo a foglie di edera e mani intrecciate, simbolo dell'amicizia eterna.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO statua
  • MATERIA E TECNICA marmo di Carrara/ scultura
  • ATTRIBUZIONI Galli, Antonio (1812-1861)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE
  • LOCALIZZAZIONE Villa Cusani Tittoni Traversi - complesso
  • INDIRIZZO Via Giovanni Maria Lampugnani, 68, Desio (MB)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La scultura dell'Allegoria dell'Amicizia, che unitamente all'Allegoria dell'Ospitalità eseguita da Pompeo Marchesi affianca l'ingresso principale della facciata meridionale della villa, risale alla prima metà dell'Ottocento. Questa fu commissionata allo sculture Antonio Galli nell'ambito dei lavori di risistemazione del complesso architettonico per i quali venne incaricato Pelagio Palagi, dopo che la villa divenne proprietà della nobile famiglia Traversi. Nel fondo archivistico della Famiglia Traversi di Meda (cartella VII) ancora si conservano alcuni documenti riguardanti la statua dell'Amicizia, commissionata allo scultore Galli nel 1846 e da lui consegnata nel 1849 per il prezzo convenuto di Lire 6000. Nato a Viggiù e formatosi nell'ambiente di Brera e presso la bottega dello zio materno, lo scultore Somaini, Galli fu autore di numerose opere per palazzi ed edifici milanesi. Il suo incessante lavoro di ricerca iconografica e i suoi tentativi di rinnovamento dei soggetti più convenzionali, lo portarono a realizzare opere insolite e distanti dai modelli tradizionali, al punto che la sua opera finì spesso per incontrare una certa opposizione da parte della critica più conservatrice. Qui, ad esempio, egli si discostò dalla visione allegorica tradizionale dell'Amicizia descritta nell'"Iconologia" di Cesare Ripa, dove era immaginata come una donna discinta nell'atto di mostrare il cuore, caratterizzato dal motto "Longe et prope".
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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