decorazione plastico-pittorica di Panza, Giuseppe; Sims, Phil (metà sec. XX)

decorazione plastico-pittorica, sec. XX metà
Panza, Giuseppe; Sims, Phil
1923-2010; 1954-

Nella sala da biliardo al piano terra della villa sono allestiti alle pareti quattro lavori a olio su lino di Phil Sims: in senso orario Untitled (Cat. #139) del 1992, Untitled (SS023. Light Blue) del 1985, Untitled (Cat. #98) del 1986 e, sulla parete di destra, Untitled (Cat. MG 913) del 1991. Il grande biliardo che dà il nome alla sala appartiene alla collezione della famiglia Panza, le sedie neorocò e i divani e le consolles dorate risalgono al periodo Litta. La grande specchiera baroccheggiante collocata sopra il camino ripropone i medesimi motivi aguzzi e a voluta appiattita che contraddistinguono gli stucchi del soffitto.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO decorazione plastico-pittorica
  • ATTRIBUZIONI Panza, Giuseppe; Sims, Phil
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Villa e Collezione Panza. Collezione di Villa Panza
  • LOCALIZZAZIONE Rustici di Villa Menafoglio Litta Panza
  • INDIRIZZO Piazza Litta, 1, Varese (VA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Fino quasi alla fine dell'Ottocento, la sala da biliardo era in realtà allestita nel locale successivo, mentre questo ambiente era adibito a "sala di conversazione". L'allestimento attuale curato da Giuseppe Panza costituisce un esempio straordinario del raffinato equilibrio studiato per ogni ambiente di Villa Panza tra arredi antichi, opere d'arte contemporanea e architettura storica. Il biliardo esposto, cronologicamente coerente con il resto dell'ambiente, proviene dalle collezioni della famiglia Panza, mentre ai Litta risale il gruppo di divani e sedie neorococò, tipici prodotti dello stile storicista in voga dalla metà del XIX secolo. I cosiddetti "mobili soffici" si distinguono infatti più per il profuso lavoro di tappezzeria che per l'intaglio ligneo, ridotto al minimo. Nello stesso tempo le nuove, abbondanti imbottiture capitonnè comunicano un senso di sicurezza e protezione, invitano all'intimità e, come richiesto dalla destinazione originaria della stanza, alla conversazione. Troviamo ancora decori neorococò nella coppia di consolles doratementre la grande specchiera baroccheggiante collocata sopra il camino ripropone i medesimi motivi aguzzi e a voluta appiattita che contraddistinguono gli stucchi del soffitto (terzo quarto del XIX secolo). I quadri monocromi di Phil Sims alle pareti Untitled (Cat. #139) del 1992, Untitled (SS023. Light Blue) del 1985, Untitled (Cat. #98) del 1986 e, sulla parete di destra, Untitled (Cat. MG 913) del 1991 sono stati acquistati da Giuseppe Panza e allestiti nell'ambiente negli anni Novanta del Novecento. Phil Sims (Richmond, 1940) conferisce al materiale cromatico una presenza tangibile, esplorando le possibilità espressive del monocromo. Per ognuno dei suoi lavori l'artista crea il colore artigianalmente ispirandosi alle tonalità naturali, dal giallo limone al color lavanda, al celeste: prepara il pigmento e lo mescola all'olio di lino secondo la consistenza desiderata per poi stenderlo sulla tela secondo un movimento a pennellate orizzontali e verticali, fino a costruire una trama sulla superficie. L'osservatore diventa partecipe del processo creativo cogliendo la gestualità dell'artista, intuendo la forma e la larghezza del pennello o pennellessa utilizzati e il rilievo materico del colore. Per ogni opera esiste un punto di osservazione preciso, ogni volta da ricercare in base alle condizioni di luce naturale, dal quale la trama scompare e la superficie cromatica diventa compatta sublimando il colore, che diventa una vibrazione luminosa nella quale immergersi.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
  • LICENZA CC-BY 4.0

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