liuto - ambito Belucistan (popolare) (sec. XIX/XX)
Sarinda, liuto ad arco indiano (fidula monoxila verticale), ricavato interamente da un unico blocco di legno. Il breve manico è ricavato nello stesso blocco di legno; cassa con prospetto frontale a cuore, parte superiore più larga, membrana d'animale sulla parte più stretta. Entrambe le parti hanno uguale profilo disposto specularmente; tra queste, il corpo ha due profonde anse che si congiungono al centro con una sorta di costolatura che unisce i vertici delle parti aperte. La cassa, posteriormente, è sagomata ricurva e determina due aperture frontali: la più grande in alto è aperta tranne l'occlusione della tastiera, l'altra chiusa dal piano armonico in pelle animale. Il manico è sovrastato dalla scatola delle caviglie la cui estremità inferiore funge da capotasto; essa è di forma arrotondata, con un prolungamento assottigliato arcuato all'indietro nella quale si inseriscono le quattro caviglie più grandi per le corde principali e le altre due caviglie piccole per le corde di risonanza. Decorazione a piccoli cerchi riempiti di porporina argentea su tutto lo strumento; cassa decorata posteriormente con intagli a linee geometriche e lateralmente incisioni a fiori.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO liuto
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MATERIA E TECNICA
legno
pelle
corde di budello
corde di nylon
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MISURE
Profondità: ||||||||16 cm||cm||cm||cm||cm
Lunghezza: 57.5||8.5||9.7||30||31 cm||cm||cm||cm||cm
Larghezza: ||4.5||||3.9||8 cm||cm||cm||cm||cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Belucistan (popolare)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico
- LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
- INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Luogo d'uso: Pakistan, Afghanistan, India settentrionale, Nepal\nLa sarinda è un cordofono ad arco presente in Afghanistan meridionale, tipico delle etnie Pashtun e Beluchi (presenti anche in Pakistan), e diffuso, con vari nomi, nell'Asia meridionale tra l'Iran e l'India nord-orientale. Lo strumento si presenta in varie dimensioni e con importanti differenze nella qualità costruttiva; in Nepal soprattutto sono diffuse sarinde piuttosto rozze e poco standardizzate nei dettagli costruttivi, che peraltro convivono con strumenti di grande qualità, spesso arricchiti da pregevoli sculture; nelle molteplici varianti, ciò che è essenziale per l'identificazione dello strumento è soprattutto la cassa a forma di cuore, molto scavata lateralmente e dal fondo arrotondato (nell'India orientale le rientranze laterali si prolungano anche nel fondo), in cui solo l'estremità inferiore è coperta dalla membrana di pelle animale che funge da piano armonico. Il ponticello, appoggiato sul piano armonico, è di solito in posizione obliqua rispetto alle corde. Il manico è piuttosto corto e talvolta la tastiera (priva in realtà dei tasti) si prolunga nella parte superiore della cassa. Il cavigliere è piegato all'indietro; negli strumenti più elaborati, soprattutto nepalesi, è talvolta sormontato da sculture raffiguranti animali simbolici, come uccelli o elefanti; le caviglie sono inserite lateralmente. L'arco è curvo e piuttosto pesante. La sarinda viene suonata tenendola verticalmente appoggiata alle gambe e alla spalla del suonatore, con la stessa postura e la stessa tecnica dei sarang. Si ritiene che la sarinda derivi dal qobuz, cordofono ad arco degli sciamani dell'Asia centrale: confermerebbe tale ipotesi il fatto che in Beluchistan e in Sind essa sia utilizzata negli esorcismi e per curare stati di depressione. Nelle aree nord-occidentali la sarinda accompagna la voce o il flauto, in quelle nord-orientali può accompagnare la danza, talvolta insieme al dutara. Per i caratteri morfologici specifici e le decorazioni, lo strumento in questione appartiene molto probabilmente all'etnia Beluchi, e pertanto proviene dai territori ove questa è maggioritaria in Pakistan o in Afghanistan.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302178469
- ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
- DATA DI COMPILAZIONE 2001
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DATA DI AGGIORNAMENTO
Museo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0