cetra - ambito Turchia (classico) (secc. XIX/ XX)

cetra - ante 1953

Qanun a tavola con cassa dalla forma a trapezio rettangolo che poggia su quattro piedini di legno rotondi posti ai vertici del trapezio. Il piano armonico è costruito in unico pezzo, senza 'finestre' di pergamena, tre rose intagliate di cui una circolare con disegno di stella a sei punte su fiore a sei petali, e due rettangolari. Ventitré cori di corde triple metalliche fissate alla base in fori disposti a triangolo, uno per coro. Sul somiere sono infisse le sessantanove caviglie di legno tornito con testa quadrata.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO cetra
  • MATERIA E TECNICA avorio
    legno
    madreperla
    metallo
  • MISURE Lunghezza: 39.6 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Turchia (classico)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico
  • LOCALIZZAZIONE Castello Sforzesco - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Castello, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il qanun è la cetra a tavola a pizzico del mondo arabo, attualmente diffusa nel Medio Oriente, nel Nord Africa e in parte dell'Asia, nonché in Grecia. La sua reale diffusione è relativamente recente. È possibile che il qanun fosse precedentemente presente in Egitto e in Siria e che si sia poi diffuso grazie all'espansione dell'impero ottomano. Lo strumento ha una forma a trapezio rettangolo; la cassa è attualmente in genere di noce o di acero (ma erano usati anche il mogano e il prugno); negli esemplari turchi può essere di noce, platano, conifera o ebano. Circa un quinto della lunghezza del piano armonico è costituito da una membrana, in origine di pelle di pesce, ora di pelle animale o addirittura di materiale sintetico. Il numero delle corde è variabile, esse sono normalmente disposte a ordini di corde triple, tuttavia esistono strumenti muniti di una corda singola ai lati e di ordini di corde doppie. Intorno al 1876 lo strumento acquisì un'importante innovazione: una serie di leve, allineate al ponticello e alle caviglie lungo il lato obliquo, che consentono di variare la tensione delle corde e quindi l'altezza dei suoni prodotti. I modelli nuovi non sostituirono immediatamente quelli precedenti e al Congresso della musica araba, svoltosi al Cairo nel 1932, i due tipi erano ancora attestati. Il qanun viene tenuto appoggiato alle ginocchia del suonatore o appoggiato a una tavola, con gli angoli retti alla sua destra e il lato obliquo alla sinistra del suonatore. Esso è suonato mediante plettri ad anello. L'estensione del qanun varia tra le tre e le quattro ottave, quelli con una maggiore estensione sono in genere i modelli più recenti, soprattutto egiziani. Attualmente le antiche accordature del mondo arabo, spesso materia di discussione tra i musicisti, sono ormai largamente sostituite dall'accordatura temperata occidentale. La tecnica esecutiva del qanun è frutto di una lenta evoluzione, la forma a trapezio rettangolo e la posizione orizzontale paiono essere state acquisite solo recentemente. Prima dell'introduzione delle leve, la mano sinistra poteva muoversi lungo tutta la lunghezza della corda, come nel koto giapponese, ma questa tecnica non permetteva un grande virtuosismo e consentiva solo esecuzioni monodiche; l'introduzione delle leve rese possibile un maggiore virtuosismo e un nuovo senso dell'armonia e della polifonia. Il qanun è generalmente uno strumento solista anche se spesso viene utilizzato nelle orchestre orientali. Al di fuori del mondo arabo il qanun è presente in Armenia, nella ex Yugoslavia e nella penisola balcanica.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302178454
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO Museo
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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