Vittoria che sostiene uno scudo con l'effigie del console Anicio Fausto Albino Basilio

valva di dittico ca 541 - ca 541

La valva costituisce il piatto anteriore di un dittico. Raffigura una vittoria alata seduta su un globo e poggiante i piedi su un'aquila con le ali dispiegate. Tra le mani regge uno scudo contornato da una iscrizione celebrativa, all'interno del quale vi è il ritratto del console titolare. Nella fascia superiore del pannello in un'iscrizione sono ricordate le cariche del console.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO valva di dittico
  • MATERIA E TECNICA avorio/ intaglio
  • AMBITO CULTURALE Bottega Occidentale (romana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco
  • LOCALIZZAZIONE Castello Sforzesco - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Castello, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Pannello anteriore di dittico di cui si conserva la valva posteriore a Firenze, al Museo Nazionale del Bargello (inv. 8 A). Il nome del titolare, Basilio, si desume dall'iscrizione presente sulla valva fiorentina: Anic[ius] Faust[us] Albin[us] Basilius V[ir] C[arissimus]. L'identificazione storica del console è stata da sempre argomento di dibattito. \nL'accostamento delle due valve fu proposta per primo da Filippo Buonarroti, che ebbe modo di vederle in collezioni fiorentine e di pubblicarle nel 1716 e che, sulla base di motivazioni storiche ed epigrafiche, identificò il console in Anicio Fausto Albino Basiilo, ultimo console a Costantinopoli nell'anno 541 d.C. Questa interpretazione venne contestata da Graeven nel 1892 (seguito da Delbruech 1929, Volbach 1952 e 1976, Gaborit Chopin 1978), che la attribuì invece all'omonimo Basilio, console occidentale nel 480, sulla scorta del confronto stilistico con il Dittico del console Boezio del 487. Recentemente sulla base di un esame prosopografico, dall'analisi delle cariche citate dall'iscrizione, da nuovi dati iconografici (lo scettro crucigero si ritrova in dittici consolari solo dall'inizio del VI secolo, Paolucci 1994) l'identificazione e la datazione dei due esemplari si è nuovamente orientata al 541. Stile, ductus epigrafico e trattamento allungato dei volti trovano confronti con il Dittico di Oreste del 530 del V&A Museum e con una valva di dittico anonimo di collezione francese anch'essa con scettro crucigero (Williamson 2010, pp. 47-79). \nAnche in merito all'appartenenza dei due pannelli di Milano e Firenze ad un unico esemplare non sono mancati nel tempo orientamenti diversi da parte della critica. Buonarroti nel 1716 li giudicò parti di due differenti dittici commissionati dallo stesso console, vista la differenza rilevata negli spessori delle due tavolette (Tasso 2002, p. 208, nota 5). La stessa esitazione hanno manifestato Zastrow 1978 e più recentemente Cutler 2007.\nSino ad oggi sono stati ritenuti forti argomenti a favore del loro accostamento l'identità fisiognomica dei consoli e la continuità dell'iscrizione nei due pezzi, tuttavia le due valve presentano raffigurazioni diverse, scelta che interrompe la tradizionale impostazione simmetrica dei dittici. Caratteristici risultano il rilievo piatto (più minuto e tornito quello milanese, secco e grafico quello fiorentino), la semplicità nella resa dei dettagli architettonici. La qualità grafica del rilievo ben si adatta ad una datazione alla metà del VI secolo presso una bottega occidentale come indicano anche i caratteri epigrafici e iconografici dei due pezzi e l'andamento dell'iscrizione con il nome del console e i suoi titoli a partire dalla valva posteriore. La famiglia dei Basilii era ben radicata a Roma e Albino Basilio vi fece ritorno dopo l'elezione a Costantinopoli, motivo che rende probabile che il console abbia commissionato l'opera direttamente a maestranze italiane, forse romane. La data del 541 rientra negli anni della travagliata dominazione dell'Italia da parte di Giustiniano e delle guerre greco-gotiche (535-553). Basilio fu l'ultimo console prima dell'abolizione della carica e forse per questo nella valva di Firenze è rappresentato in piedi e non seduto. Il drammatico contesto storico giustificherebbe la difficoltà di identificare la bottega che produsse il dittico e che non coinvolse necessariamente lo stesso artefice nella realizzazione delle due valve (Chiesi 2013). \nIl pannello milanese si trovava a Firenze il 4 marzo 1673 nell'inventario della collezione del Marchese Francesco Riccardi. Rimase nella collezione Riccardi sino all'inizio del XIX secolo quando venne acquisto dal pittore milanese Giuseppe Bossi; fu poi venduto dagli eredi nel 1817 all'Accademia di Brera per poi confluire nel 1864 nella raccolta d'arte del Castello (Tasso 2008). Il pannello del Museo del Bargello, presente sul mercato antiquario di Roma nel 1671 (proposta di vendita dell'antiquario Francesco Cammelli al cardinal Leopoldo de' Medici non andata in porto), giunse poi a Firenze nel 1699 grazie al lascito del canonico Apollonio Bassetti, segretario del granduca Cosimo III de' Medici. Nel 1704 risulta registrato nella Galleria degli Uffizi per passare poi al Museo Nazionale del Bargello nel 1879 (Chiesi 2013).\nSempre allo studioso fiorentino Filippo Buonarroti si deve la prima riproduzione a stampa da incisione delle due valve (riprodotte in Tasso 2002, p. 201), riprese poi da Antonio Francesco Gori nel 1759 ( Chiesi 2013, pp. 93-95).
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302172591
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco
  • DATA DI COMPILAZIONE 2020
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2021
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE