Rosa Porporina. testa di donna
Disegno a tecnica mista su carta raffigurante una testa femminile. La composizione è costruita attraverso un segno rapido e sintetico che definisce i tratti essenziali del volto e della figura. Il viso, fortemente stilizzato, presenta occhi allungati, naso sottile e bocca appena accennata, secondo una semplificazione lineare tipica della produzione di Modigliani degli anni Dieci. I capelli rossastri, resi mediante tocchi frammentati e vibranti, incorniciano il volto creando un effetto decorativo accentuato dalla presenza di segni, scritte e motivi grafici distribuiti sull’intera superficie del foglio. Lo sfondo è costruito per sovrapposizioni leggere di nero, azzurro e rosso, mentre la linea continua del contorno contribuisce a conferire alla figura una qualità sospesa e immateriale.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO disegno
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MATERIA E TECNICA
carta/ tecnica mista
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ATTRIBUZIONI
Modigliani, Amedeo (1884-1920)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea. Collezione Jucker
- LOCALIZZAZIONE Arengario
- INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Databile al 1915, "Rosa porporina (Testa femminile)" appartiene alla produzione grafica di Amedeo Modigliani. L’opera proviene dalla collezione di Riccardo Jucker ed era precedentemente appartenuta alle raccolte di Daria Guarnati e di Vittorio Emanuele Barbaroux. Il foglio riveste particolare interesse per la presenza di iscrizioni autografe che hanno generato differenti interpretazioni critiche sia riguardo alla datazione sia all’identificazione del soggetto. Alcuni studiosi hanno letto nella parte inferiore del disegno riferimenti cronologici differenti, mentre risultano chiaramente leggibili la data “1915” e la parola “Paris”. Ugualmente problematica è l’interpretazione dell’iscrizione “Rosa porporina”, dalla quale deriva il titolo convenzionale dell’opera. La critica non ha finora individuato con certezza l’identità della donna ritratta; è stato tuttavia osservato come, tra il 1915 e il 1916, Modigliani fosse solito inserire nei propri disegni e dipinti nomi reali o evocativi accanto alle figure rappresentate. L’opera testimonia il carattere sperimentale della ricerca grafica dell’artista in questi anni, fondata sull’intreccio tra linea, scrittura e colore. Il volto emerge infatti da una trama di segni, annotazioni e campiture cromatiche leggere che trasformano la superficie del foglio in una sorta di arabesco continuo. Alla costruzione lineare della figura si sovrappongono elementi decorativi e frammenti calligrafici che accentuano la dimensione lirica e musicale della composizione.\nLa stilizzazione del volto, l’allungamento delle proporzioni e la riduzione dei tratti fisiognomici ai loro elementi essenziali anticipano alcuni dei caratteri più riconoscibili della ritrattistica matura di Modigliani. Allo stesso tempo il disegno conserva una qualità libera e immediata, nella quale convivono memoria del segno grafico, sensibilità decorativa e tensione verso una rappresentazione sempre più sintetica ed essenziale della figura umana. L’opera è entrata nelle collezioni civiche milanesi nel 1992 con l’acquisizione, da parte del Comune di Milano, della raccolta Jucker.\n\n- Roberto Pini
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302040001
- ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
- DATA DI COMPILAZIONE 2006
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2018||2026
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0