Composizione. motivi decorativi astratti

dipinto 1916 - 1916

Caratterizzato da una costruzione dinamica e non centrata, la composizione si sviluppa lungo una direttrice diagonale che attraversa il foglio, organizzando l’insieme in un equilibrio instabile di forme e segni. La tecnica combina campiture di colore diluito, stese con trasparenze sovrapposte, e interventi grafici più netti, realizzati con linee fluide e talvolta spezzate. La superficie è animata da una stratificazione di elementi: macchie cromatiche, tracciati lineari, segni puntiformi e forme biomorfe. La gamma cromatica è ampia ma armonizzata, con predominanza di tonalità chiare e diffuse (azzurri, gialli, verdi), interrotte da accenti più saturi, in particolare il rosso. Lo spazio del foglio resta in parte libero, contribuendo a una sensazione di apertura e di sospensione.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA carta applicata su cartoncino/ acquarello e matita
  • ATTRIBUZIONI Kandinsky, Wassily (1866-1944)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea. Collezione Jucker
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’opera del 1916 si inserisce in una fase cruciale della produzione di Wassily Kandinsky, successiva all’interruzione dell’esperienza del Blaue Reiter allo scoppio della Prima guerra mondiale. Costretto a lasciare la Germania nel 1914, l’artista rientrò in Russia, dove tra il 1915 e il 1917, anche a causa di difficoltà economiche e logistiche, ridusse la produzione di dipinti a olio, intensificando parallelamente quella su carta, in particolare acquerelli e disegni, che acquisirono una crescente autonomia formale. L'opera del Museo del Novecento costituisce uno studio per il dipinto "Bild mit zwei roten Flecken", realizzato tra il dicembre 1915 e il marzo 1916 durante il soggiorno a Stoccolma con Gabriele Münter. Il dipinto, oggi perduto e noto attraverso documentazione fotografica, rappresenta una delle prime opere a olio eseguite dopo il 1914; fu in seguito incluso tra i lavori confiscati dal regime nazista come “arte degenerata”.\nNell’acquerello, molto vicino per struttura alla versione pittorica, il punto focale è costituito dalle due macchie rosse, colore al quale Kandinskij attribuiva una particolare forza espansiva e dinamica. La composizione, impostata lungo una direttrice diagonale ricorrente, evidenzia una continuità con l’ultima produzione monacense, pur sviluppando in modo più libero il rapporto tra forma e colore. L’opera affronta il problema della costruzione dello spazio in assenza di prospettiva tradizionale: attraverso la sovrapposizione di segni, linee e campiture cromatiche, Kandinskij genera effetti di profondità e movimento direttamente sulla superficie bidimensionale del foglio. In tal senso, il lavoro testimonia un momento di piena maturità del linguaggio astratto dell’artista, in cui la pittura si configura come sistema autonomo di relazioni visive ed emotive.\nLa storia collezionistica vede l’acquerello acquisito nel 1960 da Riccardo Jucker e successivamente confluito, nel 1992, nelle Civiche Raccolte del Comune di Milano insieme alla sua collezione, confermandone il rilievo nel contesto delle raccolte dedicate alle avanguardie storiche.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039997
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Kandinsky, Wassily (1866-1944)

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1916 - 1916

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'