Nature morte à la guitare (à la mandoline). natura morta con strumenti musicali

dipinto 1913 - 1913

Composizione cubista raffigurante una natura morta con strumenti musicali costruita attraverso una compenetrazione di linee geometriche, campiture grafiche e inserti materici. Su un fondo chiaro si articolano profili frammentati e sovrapposti di una chitarra e di una mandolina, suggeriti mediante tratti di carboncino, segmenti lineari e piani appena accennati. Al centro della composizione è applicato un elemento in finto legno ottenuto mediante carta stampata, che introduce un effetto illusionistico e tattile in contrasto con la bidimensionalità del supporto. L’opera presenta un equilibrio tra disegno, collage e costruzione spaziale sintetica, tipico della fase del Cubismo sintetico.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA carta/ carboncino/ collage/ carta da parati
  • ATTRIBUZIONI Braque, Georges (1882-1963)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea. Collezione Flechtheim Collezione Thompson Collezione Rosengart Collezione Jucker
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 1913, "Nature morte à la guitare (à la mandoline)" appartiene alla fase del Cubismo sintetico sviluppata da Georges Braque e Pablo Picasso nei primi anni Dieci del Novecento. In questi anni Braque introduce nella pittura materiali estranei alla pratica tradizionale, sperimentando l’uso del papier collé e di superfici stampate. In questo dipinto, anticipando Picasso, l’artista inserisce sulla superficie una carta che imita le venature del legno, delimitata da tratti di carboncino che alludono alla struttura della chitarra, fondendo rappresentazione e presenza reale del materiale. La scelta dello strumento musicale costituisce uno dei temi centrali della ricerca cubista. La chitarra, già presente nella tradizione della natura morta tra Seicento e Ottocento, assume qui una funzione insieme plastica e simbolica: le sue forme curvilinee consentono a Braque di scomporre l’oggetto secondo ritmi geometrici essenziali, evidenziandone contemporaneamente struttura, volume e qualità tattile. Secondo Juan Gris, Braque attribuiva alla chitarra un valore quasi emblematico, facendone una sorta di metafora della pittura stessa, nella quale le corde evocano i pennelli e il corpo dello strumento richiama la forma della tavolozza. L’opera riflette pienamente la riflessione di Braque e Picasso sul superamento della rappresentazione naturalistica, sviluppata a partire dalla lezione di Cézanne e fondata sulla priorità della forma e dello spazio plastico. Attraverso la frammentazione dell’immagine e la simultaneità dei punti di vista, l’oggetto non viene più descritto secondo una percezione unitaria, ma analizzato nelle sue componenti strutturali e materiche. Le nature morte si rivelano così il terreno privilegiato della ricerca cubista, poiché permettono di esplorare uno “spazio tattile”, costruito attraverso il rapporto diretto tra segno, materia e superficie.\nIl dipinto è entrato nelle Civiche Raccolte d’Arte di Milano nel 1992 con l’acquisizione della Collezione Jucker, fondamentale nucleo di opere delle Avanguardie internazionali del Novecento oggi parte delle collezioni del Museo del Novecento.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039993
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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