Paul Guillaume assis. ritratto d'uomo
La composizione presenta una figura maschile a mezzo busto, seduta e collocata in primo piano contro uno sfondo neutro e costruito per piani cromatici. Il soggetto è impostato secondo un’inquadratura ravvicinata, che comprime lo spazio e riduce al minimo gli elementi ambientali.\nLa stesura pittorica è densa e materica, con una lavorazione evidente soprattutto nel volto, dove la superficie appare più elaborata. Le campiture cromatiche sono ampie e compatte, dominate dai toni scuri dell’abito e del cappello, che contrastano con la luminosità dell’incarnato. Il segno è sintetico, con contorni netti e linee semplificate che definiscono i volumi. Sul fondo, in posizione laterale, è presente un’iscrizione dipinta (“Paul / Guillaume / 1916”), che si integra nella costruzione compositiva come elemento grafico.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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ATTRIBUZIONI
Modigliani, Amedeo (1884-1920)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea. Collezione Pallini
- LOCALIZZAZIONE Arengario
- INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto del 1916 si colloca in una fase centrale della produzione di Amedeo Modigliani, caratterizzata da una sintesi tra istanze plastiche di derivazione scultorea e una progressiva definizione del linguaggio pittorico personale. Il ritratto testimonia il rapporto privilegiato tra l’artista e Paul Guillaume, tra i primi sostenitori della sua opera. Guillaume stesso, in una lettera del 1932 a Giovanni Scheiwiller, rivendicava il proprio ruolo determinante nell’orientare Modigliani verso la pittura, ricordando come l’artista avesse eseguito quattro suoi ritratti a olio prima di ottenere un riconoscimento più ampio. L’opera in esame, pur non identificabile con certezza tra quelle menzionate, si colloca cronologicamente in prossimità di questi lavori e risulta affine, per impostazione, al celebre ritratto conservato al Musée de l’Orangerie.\nLa posa deriva da una fotografia scattata nello studio di rue Ravignan, ma il trasferimento pittorico comporta una significativa trasformazione: lo spazio viene compresso e il soggetto avvicinato allo spettatore, eliminando il contesto ambientale originario. Tale processo evidenzia la volontà dell’artista di superare il dato realistico a favore di una costruzione autonoma dell’immagine.\nDal punto di vista stilistico, l’opera presenta ancora evidenti tracce del lessico cubista, riconoscibili nella semplificazione geometrica dei tratti e nell’uso di piani articolati, nonché nell’inserzione dell’iscrizione come elemento compositivo. Al contempo, emerge con forza la qualità plastica della figura, in particolare nella resa del volto, trattato come una massa luminosa compatta, in contrasto con le ampie zone scure dell’abito. La critica ha sottolineato questo equilibrio tra costruzione formale e intensità espressiva: Enzo Carli definiva il dipinto “un autentico capolavoro costruito a larghi piani articolati da linee spezzate”, evidenziando la persistenza di suggestioni cubiste e la forte evidenza luminosa del volto. La storia collezionistica riflette l’importanza riconosciuta all’opera: inizialmente nella collezione Guillaume, passò negli anni Trenta alla Galleria del Milione, quindi alla collezione Fila di Cossato e all’architetto Bonomi; nel secondo dopoguerra entrò nella collezione Pallini e fu infine acquisita dal Comune di Milano nel 1952. Negli anni precedenti l’acquisizione il dipinto suscitò l’interesse di importanti collezionisti e istituzioni internazionali, tra cui James Thrall Soby e il nascente Museu de Arte di San Paolo, a conferma del suo rilievo nel corpus della produzione di Modigliani.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039914
- ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
- DATA DI COMPILAZIONE 2006
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2018||2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0