Scultura n. 25. composizione astratta

scultura 1935||1968||1980 - 1935||1968||1980

Scultura astratta geometrica in gesso costituita da una struttura rettangolare aperta, impostata su una sottile base orizzontale. La composizione è articolata mediante una rigorosa scansione modulare dello spazio, suddiviso verticalmente e orizzontalmente in campiture rettangolari di differenti proporzioni. Nella parte superiore destra sono collocati tre elementi verticali paralleli a sezione variabile, che introducono lievi alterazioni ritmiche all’interno dell’impianto geometrico. L’opera sviluppa un equilibrato rapporto tra pieni e vuoti, tra struttura portante e articolazione interna dello spazio.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA gesso
  • ATTRIBUZIONI Melotti, Fausto (1901-1986)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 1935, "Scultura n. 25" appartiene al nucleo delle opere astratte concepite da Fausto Melotti nel clima delle ricerche razionaliste milanesi degli anni Trenta, caratterizzate da una rigorosa concezione geometrica dello spazio e da una forte attenzione ai rapporti modulari e proporzionali. L’opera si struttura come una costruzione essenziale, basata sulla suddivisione di un rettangolo in campiture regolari, nelle quali pieni e vuoti si alternano secondo un equilibrio di natura quasi architettonica. La composizione sviluppa una complessa ambiguità percettiva: la scansione verticale e orizzontale dello spazio induce infatti una doppia possibilità di lettura, oscillante tra l’idea di un’unica struttura unitaria e quella di due organismi distinti che convivono entro il medesimo perimetro. In particolare, il settore superiore destro, animato da tre listelli verticali paralleli, introduce una variazione ritmica che rompe la rigidità della griglia geometrica. Pur mantenendo dimensioni analoghe, i tre elementi presentano differenti curvature e inclinazioni, producendo minime alterazioni luminose e spaziali che conferiscono all’opera un andamento musicale e temporale. Come in molte sculture astratte di Melotti, anche in "Scultura n. 25" il principio costruttivo deriva da un’idea di “modulazione” affine al linguaggio musicale: la successione degli elementi verticali e orizzontali può essere letta come una partitura visiva, costruita su rapporti di pausa, intervallo, ripetizione e variazione. Il ritmo interno della composizione sostituisce così ogni intento rappresentativo, trasformando lo spazio geometrico in una struttura armonica governata da relazioni matematiche e musicali. Per il rigore costruttivo e la chiarezza compositiva, l’opera è stata avvicinata alle ricerche dell’architettura razionalista italiana ed è stata pubblicata da Alberto Sartoris nel volume Gli elementi dell’architettura funzionale come esempio di “spirito geometrico” applicato alle arti. \nDall’originale, conservato in una collezione privata torinese, nel 1968 venne realizzato un esemplare destinato alla mostra antologica di Palazzo Reale del 1979, successivamente distrutto durante il trasporto. La versione oggi conservata al Museo del Novecento fu eseguita nel 1980 da Ettore Oltonia, su autorizzazione di Melotti, ed entrò nelle Civiche Raccolte in relazione al nucleo delle prove d’artista donate dall’artista all’indomani della mostra antologica di Palazzo Reale.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039912
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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