Donna allo specchio. Donna seduta che si specchia

scultura 1934 - 1934

Scultura raffigurante una figura femminile seduta. La donna è rappresentata con una gamba distesa e l'altra piegata, il busto è leggermente inclinato in avanti mentre entrambe le mani sono sollevate verso il volto in un gesto che suggerisce l'atto di osservarsi davanti a uno specchio. La modellazione presenta una superficie vibrante, caratterizzata da un trattamento sintetico dei volumi e da una marcata evidenza della materia. La policromia accosta il nero dell'abito alle tonalità dorate dell'incarnato.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA bronzo dipinto in oro e nero
  • ATTRIBUZIONI Fontana, Lucio (1899-1968)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea. Collezione Teresita Fontana
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 1934, "Donna allo specchio" appartiene a una fase particolarmente significativa della ricerca di Lucio Fontana, nella quale l'artista affianca alle prime sperimentazioni astratte una rinnovata riflessione sul tema della figura. Nello stesso anno Fontana è impegnato nella realizzazione delle sculture astratte in ferro e gesso colorato esposte alla Galleria Il Milione e nella progettazione della tomba Bestetti al cimitero di Varese, opere che testimoniano il suo interesse per il superamento della tradizione naturalistica e per una concezione spaziale e dinamica della forma. L'opera, esposta nel 1934 alla V Mostra Sindacale Lombarda, fu considerata da Edoardo Persico uno dei risultati più alti della produzione giovanile dello scultore. Nella monografia dedicata all'artista nel 1936, il critico individuò nella scultura la sintesi delle principali ricerche di Fontana, sottolineandone la capacità di superare la distinzione tra scultura e pittura attraverso una concezione unitaria della forma e del colore. Secondo la testimonianza della vedova Teresita Rasini, la figura ritrarrebbe Jole Bonifacini, moglie del fratello Tito.\nPur mantenendo un saldo riferimento al tema tradizionale della figura femminile seduta, l'opera rivela l'influenza delle contemporanee ricerche di Arturo Martini nella semplificazione dei volumi e nella definizione sintetica dei dettagli anatomici. La policromia, con il contrasto tra il nero dell'abito e le tonalità dorate dell'incarnato, contribuisce a sottrarre il soggetto a una dimensione naturalistica, conferendo alla figura un carattere sospeso e quasi sacrale. Il gesto quotidiano della donna che porta le mani al volto viene così trasformato in un'immagine di intensa concentrazione interiore, nella quale la sensibilità plastica e cromatica di Fontana anticipa alcuni sviluppi della sua successiva ricerca.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039887
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2019||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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