Dio Padre seduto su nuvole
La decorazione dipinta a fresco, con effetto "tromp l'oeil" in finto marmo bianco, ricopre i due lati interni dei pilastri anteriori, le lesene posteriori ai lati dell'altare, l'interno degli archivolti e la volta. Gli elementi verticali presentano una decorazione a motivi fito-floreali (foglie d'acanto, festoni di fiori e frutti, rosette, foglie di palma e rami di ulivo) che si intersecano con elementi architettonici (volute mistilinee), pinnacoli a forma di lampade, conchiglie, corone, drappi a cortina e nastri, su un fondo con tonalità dal rosso al giallo, forse ad imitazione della doratura. Al centro del lato interno dei pilastri e delle paraste posteriori sono dipinti, con la stessa tecnica ad effetto tridimensionale, quattro medaglioni ovali con all'interno la raffigurazione a mezzo busto di S. Anna (parasta di destra), S. Giacomo apostolo (pilastro di destra), S. Giuseppe (pilastro di sinistra) e Simeone "il Vecchio" (parasta di sinistra). La volta presenta una complessa decorazione barocca a volute architettoniche e elementi fogliacei in finto marmo bianco, con al centro la raffigurazione del Padre Eterno benedicente seduto su nuvole, attorniato da cherubini, con il triangolo di luce dietro la testa e la colomba dello Spirito Santo sul petto; con la mano destra alta benedice, mentre con la sinistra, appoggiata su un grande globo crucigero sorretto da un putto, trattiene uno scettro
- OGGETTO dipinto murale
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MATERIA E TECNICA
intonaco/ pittura a fresco
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ATTRIBUZIONI
Nicolò Compagnone (attribuito): Pittore / Decoratore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di San Nicola
- INDIRIZZO via Duomo, s.n.c, Roccavaldina (ME)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Dai registri di entrata e uscita della chiesa madre di Roccavaldina si apprende che tra il 1725 e la fine del 1727 la chiesa fu sottoposta a notevoli abbellimenti. Si registra, infatti, la presenza, pressoché contemporanea, di tre artisti/artigiani distinti: il pittore messinese Giovanni Tuccari (1667-1743), di cui non si sa in cosa fu impegnato, che ricevette nel 1725 per "le sue Maestrie" una remunerazione (quasi sicuramente ancora solo un acconto) di circa 40 onze (vedi FNT/1); l'indoratore Carlo Sorrentino (attivo nella prima metà del XVIII secolo) che ricevette circa 81 onze per "addorare la Chiesa", per "apparecchio delle porte delle Sagrestie e la porta del Campanile, dell'Archo della Madonna delle Grazie e dell'Arco Maggiore", nonché per il consumo "di libri undeci e mezzo di oro non stimati" nel contratto di commissione (vedi FNT/2); e, infine, contemporaneamente ai due precedenti artisti, ritroviamo anche tale "Don Nicolò (Maria) Compagnone di Messina Pittore" che riceverà dal 1725 al 1727 più di 87 onze per "Serviggio fatto nella Madre Chiesa di ornato di Pittura" (vedi FNT/3; BIB: Pandolfo). Per quanto non sia indicato quali siano e in cosa consistano questi "ornati di pittura" di cui si occupò il Compagnone è molto probabile, confortati anche dalla lettura stilistica delle opere, che si tratti delle decorazioni murali della cappella di S. Giuseppe, che molto probabilmente si estendevano anche in altre zone della chiesa. Le ritroviamo, infatti, quasi del tutto identiche, anche sull'intradosso del grande arco ogivale dell'abside maggiore. Dal punto di vista stilistico non v'è dubbio che la forma e l'esuberanza delle decorazioni a tromp l'oeil siano perfettamente compatibili con una datazione intorno al primo quarto del secolo XVIII, compreso l'affresco con Dio Padre della volta, per quanto quest'ultimo si presenti attualmente con una definizione pittorica delle figure decisamente più corsiva e popolare rispetto, ad esempio, a quella riscontrabile nella realizzazione dei Santi presenti nelle lesene e nei pilastri della cappella. Tale differenza, però, potrebbe imputarsi ad un invasivo intervento di restauro (o rifacimento) che subì, quasi sicuramente, la cappella verso la metà del XIX secolo per volontà del sacerdote Don Gregorio Bottaro, autorevole rappresentante della famiglia a cui è appartenuta storicamente la cappella, che, tra l'altro fece realizzare la lapide sepolcrale per i propri familiari posta sul pavimento davanti l'altare (vedi scheda 1900384979)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900425517
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0