Annunciazione
La tela centinata rappresenta l'Annunciazione dell'arcangelo Gabriele a Maria Vergine. La Madonna è raffigurata in piedi sulla sinistra con le braccia basse aperte. Con la mano destra trattiene un lembo del suo manto azzurro in prossimità di un libro aperto poggiato su un leggio alto non visibile per le cattive condizioni del dipinto. Sulla destra c'è l'arcangelo Gabriele inginocchiato su nuvole, con lo sguardo rivolto alla Vergine e le braccia incrociate sul petto. Nella parte superiore del quadro una serie di puttini alati e teste di cherubini fa da cornice alla colomba dello Spirito Santo che emana un raggio in direzione del volto di Maria. La scena sembrerebbe ambientata in un interno come si evince dal suolo che presenta una pavimentazione a mattonelle acrome ottagonali e tozzetti, su cui, al centro, è adagiato un ramo fiorito. Il dipinto è racchiuso in una cornice coeva delimitata da modanature e intagli dorati a foglie stilizzate, e formelle applicate a motivi vegetali intagliati e dorati su fondo laccato in azzurro
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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ATTRIBUZIONI
Filippo Jannelli (1621-1696): pittore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di San Nicola
- INDIRIZZO via Duomo, s.n.c, Roccavaldina (ME)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto è opera di Filippo Jannelli (Castroreale 1621 ca. - S. Lucia del Mela 1696), artista di ambito messinese attivo nella seconda metà del '600 in area peloritana tirrenica, di cui si sconosce la formazione giovanile sebbene siano riconoscibili gli influssi ricevuti dalla pittura del Rodriguez, del Barbalonga e, soprattutto, del Quagliata. Innegabile, per quanto riguarda la produzione di Iannelli, è inoltre l'influenza della pittura del monrealese Pietro Novelli, il cui quadro dell'Annunciazione presso la Casa Professa di Palermo è stato, senza alcun dubbio, di ispirazione per questa tela di Roccavaldina. Dal cartiglio dipinto sul quadro apprendiamo che a commissionare l'opera dovrebbe essere stato tale "R.(everendo)" "P.(adre)" "F.us" (Francesco?) Puglisi(?) da "Siclo", o "Siclu", termine latinizzato, molto probabilmente, della cittadina siciliana di Scicli, del quale non siamo riusciti a reperire notizie. Per quanto riguarda la data scritta nell'iscrizione, l'ultima cifra è andata irrimediabilmente perduta, tuttavia in un documento d'archivio risalente al 1895, relativo agli oggetti consegnati alla Chiesa Madre di Roccavaldina provenienti dalla soppressa Chiesa del Rosario, il quadro viene con precisione datato al 1661, frutto, evidentemente, della lettura della data sul cartiglio ancora leggibile (vedi FNT e BIB: Pandolfo), anche se nella relativamente recente bibliografia specifica sia consolidata, inspiegabilmente, la datazione al 1664 (vedi BIB: Bilardo 1985 e Italiano 2017)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900425504
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
- ISCRIZIONI Su cartiglio dipinto, in basso a sinistra - R. P. F.(us) Pu(g)li(s)i a Siclo prior hiconé [...a?c..n?]dam cura ex Phil(i)ppi Ja(nne)lli a Castro Reale. (A)n(n)o D. 166[...] - Autore del dipinto (Filippo Jannelli) - corsivo - a pennello - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0