calice - ambito abruzzese (fine, inizio XVII, XVIII)

calice 1690 - 1700

Il calice è stato eseguito a fusione con ornati costituiti da girali e motivi fitomorfi a giorno. Sulla base mistilinea sono presenti, a mezza figura, i santi Bernardino da Siena, Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca, contraddistinti dai propri attributi, alternati a tre testine angeliche. Il fusto ha il nodo centrale decorato con angeli e con mazzi di spighe e costituisce un armonioso raccordo con la sottocoppa, anch'essa decorata a giorno con testine angeliche, alternate a puttini e a simboli della Passione

  • OGGETTO calice
  • MATERIA E TECNICA argento/ cesellatura
    argento/ sbalzo
  • AMBITO CULTURALE Ambito Abruzzese
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Nazionale d'Arte Sacra della Marsica
  • LOCALIZZAZIONE Castello Piccolomini
  • INDIRIZZO Largo Cavalieri di Vittorio Veneto, Celano (AQ)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il calice ripropone una tipologia molto diffusa dalla fine del Seicento e persistente per alcuni decenni del secolo successivo, con un repertorio decorativo che affianca ad emblemi eucaristici santi francescani con dovizia di particolari. Venne realizzato appositamente per la Basilica di San Bernardino, con chiaro intento celebrativo, come confermato da alcuni elementi: la presenza di San Bernardino, al quale fu intitolata la chiesa, di San Giovanni da Capestrano, suo discepolo e fautore della grandiosa costruzione, e di San Giacomo della Marca, al quale Papa Niccolò V, nel 1451, conferì l'incarico di Soprastante alla Fabbrica. Ricordato nell'Inventario degli Oggetti d'Arte d'Italia (1934, p. 9) come opera del XVII secolo, il calice presenta forti analogie tipolgiche con il calice di Santa Maria Assunta di Frosolone datato 1689 (V. Pace, Argenti della Diocesi di Triverno, Roma, 1973, fig. 9); ritroviamo infatti in entrambi, oltre a motivi simili nel sottocoppa e nel fusto, lo stesso modo di ornare la base con figurine di santi a tutto tondo separate o affiancate da teste cherubiche. Pensiamo che anche il calice del Museo aquilano sia stato eseguito da un argentiere napoletano e che possa essere databile tra la fine del XVII secolo ed i primissimi anni del XVIII. L'opera è inoltre ricordata dal Moretti (1968, p. 116) come pregevole esemplare di oreficeria abruzzese napoletana del XVIII secolo. In seguito al sisma del 6 aprile 2009, l’opera è stata ricoverata presso il Museo di Arte Sacra della Marsica, situato all’interno del Castello Piccolomini di Celano (AQ)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA detenzione Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1300020176
  • NUMERO D'INVENTARIO O.P.A. 237
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell'Abruzzo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo con esclusione della citta' dell'Aquila e dei comuni del cratere
  • DATA DI COMPILAZIONE 1982
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2005
    2016
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1690 - 1700

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE