Autografo dell'Imperatore Meiji
disegno
post 1867 - ante 1912
formato rettangolare doppia cornice
- OGGETTO disegno
-
MATERIA E TECNICA
carta avorio/ inchiostro
- AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
- LOCALIZZAZIONE Roma (RM)
- INDIRIZZO Europa, ITALIA, Lazio, RM, Roma, Roma (RM)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L’autografo riportato nel foglio è stato riferito da Alesandra Lanzoni (elenco dei beni del Caffè Greco per il vincolo del 2019) all’imperatore del Giappone Naru Hito ancora vivente; l’indicazione viene ora aggiornata in seguito alla lettura dei kanji - i caratteri di origine cinese usati nella scrittura giapponese in congiunzione con i sillabari hiragana e katakana – che riportano invece il nome dell’ imperatore Meiji (1852 – 1912) il cui nome personale era Mutsuhito . Non è noto come il foglio, con buona probabilità non di mano dell’imperatore, sia arrivato al Caffè Greco perché non risultano soggiorni romani del sovrano giapponese cui si deve l’apertura all’occidente. Tuttavia forse proprio per questo motivo i Gubinelli, proprietari del locale dal 1873, decisero di esporre il foglio portato dal Giappone da qualche viaggiatore a loro vicino. Mutsuhito secondogenito dell'imperatore Kōmei, successe quindicenne al padre nel gennaio 1867(è il 122º Imperatore del Giappone) al termine della lunga contesa con lo shōgunato; con lui inizia l'era del Meiji, o della "Restaurazione imperiale", la cui capitale sarà l’antica città di Yedo, ribattezzata in Tōkyō. Sovrano di più largo spirito e di più larga comprensione del padre, il giovane imperatore seppe intendere la necessità dei nuovi tempi e l'insegnamento che veniva dai minacciosi recenti contatti con gli Europei. Tollerante e conciliante, seppe all'interno attuare una politica di intelligente comprensione, perdonando anche agl'ispiratori e ai fautori di congiure e di sommosse. Questo sforzo di pacificazione interna era necessario per poter condurre a termine la grande opera di riforma del Giappone in tutti i campi. Eroica impresa questa dell'occidentalizzazione di un paese fino allora chiuso a ogni contatto con l'estero e geloso delle sue tradizioni e della sua stessa clausura. E il merito della trasformazione fu in gran parte di Mutsuhito , dominatore vigile e taciturno, animato da una volontà incrollabile e da una fede mistica nelle forze presenti e nel destino futuro del suo popolo. L'abbandono della capitale secolare, la concessione di una costituzione, le larghe riforme sociali e politiche (abolizione del feudalismo, centralizzazione del potere, unificazione del territorio nazionale), l'educazione del popolo, la restaurazione delle finanze, furono le principali gesta interne, compiutesi attraverso difficoltà e opposizioni continue; ché non mancarono attentati, sommosse, sedizioni a rendere aspra e drammatica la prima fase di questa evoluzione, culminata con la proclamazione costituzionale del 1889. "Mano di ferro e guanto di velluto", fu detto di lui, e veramente occorsero doti di equilibrio, di tempestività, di sapiente pieghevolezza e insieme una tenacia ferrea e una volontà indomabile perché il Giappone potesse, pur restando fedele alle forze essenziali della sua millenaria civiltà, assimilare quanto di meglio l'Occidente poteva dargli. Meiji fu la guida di questa evoluzione, condotta a ritmo velocissimo. E i risultati apparvero presto evidenti: la guerra con la Cina (1894-1895), la guerra con la Russia (1904-1903), l'annessione della Corea (1910) furono dure prove per i giapponesi che avevano compreso e seguito il loro sovrano che poteva spegnersi in pace: il Giappone era diventato una grande potenza (A.M. Ghisalberti, MUTSUHITO imperatore del Giappone, in Enciclopedia Italiana (1934)
- TIPOLOGIA SCHEDA Disegni
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201360415
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma
- ISCRIZIONI al centro - Meiji - IGNOTO - ideogrammi -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0