Motivi decorativi fitomorfi e zoomorfi

piviale,

Decorazione a ricamo in oro in tessuto di seta rossa con animali entro clipei e motivi fitomorfi

  • OGGETTO piviale
  • MATERIA E TECNICA seta ricamata in oro a punto teso
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Siciliana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di S. Maria
  • INDIRIZZO Via Leone XIII, Anagni (FR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nell'Inventario dei doni di Bonifacio VIII alla cattedrale di Anagni il piviale viene citato così: "Unun pluviale de samito rubeo laborato ad acum de auro battuto ad grifos, pappagallos et aquilas cum duobus capitibus et aurifrisio cum pernis". Il tipo di disegno richiama modelli sasanidi e bizantini più antichi, risalenti al VI sec. d.C. ma poi diffusisi e persistiti in Occidente molto più avanti. Riguardo alla provenienza del piviale il KendricK (1904) lo riteneva erroneamente tedesco, mentre il Venturi (1907), per primo, si esprimeva a favore della manifattura siciliana; di questo parere si dimostrava anche la Errera (1912) sostenendo che il piviale e ilresto del paramento provenivano dalla fabbrica reale di Thiraz a Palermo,sulla base del confronto con il manto di Ruggero II, anch'esso lavorato ad opus ciprense, del 1133 (Vienna, Schatzkammer). Sibilia (1914) avanza l'ipotesi, poco probabile, che si potesse trattare di un lavoro "opus theotonicum", proveniente da Colonia, sulla base del fatto che anche a S. Mariadi Fiume, presso Ceccano, era stata donata, in occasione della consacrazione della chiesa, una pianeta "fusatam" proveniente da Colonia. La Mortari(1963) appoggiando la tesi di una manifattura siciliana "ad opus ciprense", ripropone il confronto, già avanzato dall' Errera (1911), con il piviale di Santa Corona a Vicenza; l'analogia dei motivi animali, come ad esempio quello dei pappagalli affrontati, con analoghi motivi delle decorazioni dei pavimenti come nella chiesa di S. Miniato al Monte a Firenze e nel Battistero, era già stata notata dal Ceccarelli (1952), il quale spingeva però il confronto sino ai rilievi campani del IX-XI secolo. La Mortari propone una datazione del piviale posteriore al 1260 proprio sulla base del confronto con il piviale di S. Corona. Per Prosperi (1983), secondo una simbologia di origine persiana, l' aquila indicherebbe la perennità del sole cheillumina la terra, il grifo la sua potenza che attira ed innalza e i due pappagalli la sua fecondità
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1200202819A-1
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici del Lazio
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE