scultura di Camillo Mariani (attribuito) - ambito vicentino (fine XVI)

scultura

La statuetta bronzea raffigura San Crescentino, patrono di Urbino, in atto di uccidere il drago, simbolo del male e della vittoria sul paganesimo. L’opera fu donata dal Cardinale Albani, il cui stemma è inciso sul piedistallo del bronzetto, per ricordare il trasferimento del corpo di San Crescentino (1068). Nel tempo sono state proposte diverse attribuzioni, ma attualmente la statuetta è considerata opera dell’artista vicentino Mariani, scultore, architetto e medaglista, la cui arte mostra accenti veneto-fiorentini con spunti quasi barocchi

  • OGGETTO scultura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Vicentino
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Ducale
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La statuetta di San Crescentino era collocata su una colonna marmorea in uno slargo adiacente la grande piazza ducale. La sistemazione pubblica avvenne nel 1737 su una colonna marmorea che poggia su una grande ara cilindrica di età protoseveriana probabilmente proveniente da Roma. il mecenatismo della famiglia Albani il cui credito raggiunto a Roma si rifletterà anche ad Urbino che sarà oggetto di un grandioso progetto di riqualificazione. Per compiere questa grande impresa verrà anche sfruttato l'utilizzo di antichità come presentazione e strumento retorico autoreferenziale . A tal intento viene riproposto ad Urbino un piccolo obelisco su un grande asse viario che segue il tracciato di quello romano. Questo è un oggetto composito, formato da vari frammenti, uno dei quali proveniente dall'obelisco Capitolino. Gli Albani trasferiscono parte delle loro collezioni romane di antichità ad Urbino per saldare filologicamente due centri irraggiati dalla politica illuminata delle arti. Lo scultore vicentino Camillo Mariani, al quale si deve l’attribuzione della scultura, ha costituito un importante tramite tra la civiltà figurativa veneta e quella romana tanto da fornire impulso per la nascita del primo barocco. Le informazioni biografiche vengono fornite da Giovanni Baglione la cui conoscenza diretta dell’artista rende fondate le notizie. La prima fase romana dell’artista sarà caratterizzata dal confronto incessante con i resti classici che porteranno il Mariani a maturare uno stile più grandioso ed espressivo. L’arrivo nell’Urbe del Mariani gli offrì inoltre la possibilità di lavorare nei cantieri papali, infatti la prima documentazione della presenza romana dell’artista è data dal pagamento per un cherubino di marmo per l’altare del Sacramento nella basilica lateranense. È il 1598 è l’artista inizia a tessere una rete di rapporti con gli altri artisti presenti a Roma grazie anche all’ingresso nel 1600 nella Compagnia dei Virtuosi del Pantheon. Gli verranno affidate molte commissioni spesso in collaborazione con diversi artisti. Il suo buon carattere lo rende benvoluto e ben inserito nell’ambiente romano ma, nonostante ciò, nel 1607 partirà alla volta di Napoli con lo scopo di cercare nuove commissioni. Porterà con sé un apprendista, Pietro Agostino Naldini, appartenente ad una famiglia di scultori toscani. Probabilmente il padre dell’apprendista aveva stabilito rapporti di amicizia con il Mariani quando si erano trovati insieme ad attendere all’impresa dell’altare del Sacramento in san Giovanni in Laterano. Per la presenza dell’artista nelle Marche questa potrebbe essere legata addirittura agli interessi di Francesco Maria II duca della Rovere. Va menzionato che tra i molteplici interessi culturali del Duca vi era l’attenzione per tutto ciò che la natura in temini di “meraviglioso” o “mostruoso” inteso come anomalia del mondo della natura che coincide con il concetto di bizzarria, offriva ai suoi curiosi occhi. Tra queste curiosità vi era l’interesse per le scimmie, ed è proprio dall’esecuzione di un gruppo di scimmie in bronzo commissionate dal duca al Mariani per decorare la fonte di Villa Miralfiore a Pesaro, che può legarsi anche l’esecuzione della statuetta di San Crescentino. Il duca aveva acquistato le scimmie a Venezia che probabilmente avevano fatto da modello per lo scultore che era stato presentato al Duca da un suo conterraneo l’architetto Vincenzo Scamozzi. Tutto questo ancorerebbe la presenza del Mariani nelle Marche nel suo passaggio tra il Veneto e Roma. Ritornando alla statuetta di San Crescentino , rimanendo nel campo delle mere ipotesi, potrebbe questa essere stata commissionata dal Duca e ritrovatasi poi nelle mani degli Albani a causa della concessione della Villa Miralfiore in enfiteusi alla suddetta Albani. Inoltre il medium artistico prescelto, il bronzo, orienta nuovamente le connessioni verso la spiccata predilezione che la famiglia Della Rovere nutriva per la produzione bronzistica fiorentina. La statuetta apre il campo al vento del barocco che sarà assorbito ed agitato ai massimi livelli dal Bernini. La statuetta sembra animata da uno spirito mercuriale che le conferisce scatti nervosi nella tridimensionalità dell’azione. Grande abilità tecnica e singolare sensibilità espressiva nella tensione degli arti sospesi e sollevati in una sorta di acrobazia artistica per simulare il movimento drammatico dell’uccisione del drago. Tutto è concitazione e velocità amplificata dalle ridotte dimensioni della scultura. Il virtuosismo artistico ,ma anche tecnico, derivato dalla sua formazione come medaglista si riflette nella capillare riproduzione di un’armatura romana .La tunica loricata del soldato è resa con un decorativismo a bassissimo rilievo che rimanda allo “stiacciato” donatelliano. Anche il cingulum, sorta di cintura di cuoio a cui spesso erano applicate placche ornamentali come lo scultore rappresenta, restituisce un senso di pesantezza che però non impedisce alla veste sottostante di agitarsi nel movimento. A questo si contrappongono elementi al altissimo rilievo come le ciocche ricciute che sporgono dall’elmo , il mantello, agitato anch’esso che accompagna ,l’azione che sconfiggerà il drago
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100376051
  • NUMERO D'INVENTARIO DE 192
  • DATA DI COMPILAZIONE 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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