Madonna con Bambino e santi

trittico ca 1357 - ca 1362
Puccio Di Simone (attribuito)
notizie 1335-1362

Tavola dipinta

  • OGGETTO trittico
  • MISURE Altezza: 108 cm
    Larghezza: 150 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • ATTRIBUZIONI Puccio Di Simone (attribuito): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
  • INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Al centro la Madonna col Bambino con sfondo decorato a geometrie; negli scomparti due coppie di santi, con posture solenni e abiti ben dettagliati: su una tavola San Benedetto e Santa Caterina d’Alessadria, sull’altra San Romualdo e San Ludovico da Tolosa. La presenza dei santi Benedetto e Romualdo ha fatto pensare ad una originaria committenza da parte dell’ordine camaldolese, di cui i santi facevano parte, ma non si è ancora in grado di conoscere l’originaria committenza e collocazione dell’opera. Sappiamo che l’opera faceva parte della Collezione Corsini di Firenze, nel 1926 divenne proprietà della baronessa Giuliana Ricasoli; in seguito nel 1963 pervenne nella collezione Cini. Giunge alla Galleria Nazionale delle Marche nel 1987 dopo essere stata acquistata dall’allora proprietaria Ylda Guglielmi Cini. Il trittico ha perduto il suo assetto originario, avendo subito, tutte e tre le tavole, una mutilazione delle cuspidi terminali, che sono state sacrificate per essere inserite in una cornice rettangolare. Resa nota da Offner, che lo indicò come opera di un seguace del Maestro di Fabriano, figura che venne identificata da Longhi con Puccio di Simone, viene assegnata a questo da Richard Fremantle nel 1975. Le tavole vengono datate ai tardi anni ‘50 del Trecento, datazione supportata da quanto detto dall’Offner (1947) che vede strettamente desunto da Andrea Orcagna e dalla Pala Strozzi, datata nel 1357, l’assetto delle figure dei santi delle tavole laterali. Puccio di Simone si presenta come un artista attento e aggiornato sugli sviluppi della pittura fiorentina del Trecento. Legato alla lezione del Daddi mutuata attraverso l’operato del Maso, che si rintraccia nei volumi dilatati e nella mossa vivacità del bambino, in quest’opera si riscontra anche una ricerca di preziosità materica con un uso abbondante dell’oro, un gusto raffinato per gli ornati e una linearità più definita di matrice adriatica. A tal proposito risulta fondamentale il soggiorno dell’artista nelle Marche e gli stretti rapporti creatisi con Allegretto Nuzi (Vastano, Agnese). L’opera è stata restaurata nel 1988, si è provveduto a risanare il supporto, è stata fissata la pellicola pittorica e si è proceduto all’eliminazione delle vernici alterate e al risanamento delle piccole lacune
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100368901-0
  • NUMERO D'INVENTARIO D 22
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Galleria Nazionale delle Marche
  • ENTE SCHEDATORE Galleria Nazionale delle Marche
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2024
  • ISCRIZIONI nel libro in mano a San Benedetto - O bena possessio talem matre possidere cum fili - caratteri gotici - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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