Madonna in trono con il Bambino, due putti e due angeli adoranti (dipinto, opera isolata) di Giovanni Angelo di Antonio da Camerino (metà sec. XV)

dipinto

Tavola dipinta

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Giovanni Angelo Di Antonio Da Camerino (notizie 1451)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
  • INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La pala raffigura in posizione centrale Maria che tiene in braccio Gesù, seduta su di un trono dalla minuziosa architettura che occupa quasi del tutto lo spazio della pala stessa. La Madre guarda il figlio indicando, però, con la mano sinistra lo spettatore. Gesù, invece, rappresentato del tutto nudo, osserva direttamente gli astanti reggendo con la mano sinistra un pomo, simbolo del peccato originale e della sua futura Passione, mentre con la mano destra è in atto benedicente. Ai lati della Madonna due angeli, tra loro speculari, sono appoggiati ai braccioli del trono e contemplano Maria ed il Bambino tenendo, tra le braccia conserte, un giglio ciascuno. Al di sopra del trono vi sono, infine, due puttini alati in scorcio che reggono un’alzata piena di frutti ed un festone al centro del quale è appesa una rosa rossa, simbolo di martirio, che si trova al di sopra del capo della Vergine. Ai piedi del trono sono presenti due vasi di fiori, posti esattamente al di sotto dei due angeli, mentre un cartiglio si trova ai piedi della Madonna e, alla destra del trono, un piccolo contenitore di pittura o di inchiostro con un pennello o calamaio intintovi. Se gli elementi naturali, fiori e frutta, sono chiari riferimenti alla verginità e alla purezza della Madonna e al sacrificio di Cristo per la remissione dei peccati dell’Umanità, il pennello/calamaio e il cartiglio si rifanno esplicitamente all’autore dell’opera. Un’iscrizione, disposta su tre righe, si rifà al v. 109 del canto XVIII del Paradiso di Dante (Quei che dipinge lì, non ha chi ‘l guidi), chiedendo esplicitamente alla Madonna di intercedere e pregare Dio per il pittore (quel che depense qui vostra figura). Nel complesso la Pala presenta segni di precedenti puliture che l’hanno privata degli i incarnati originali, oggi estremamente pallidi, della minuzia dei panneggi e del broccato della veste della Madonna e dell’uniformità della doratura sia dello sfondo che delle aureole. Per quanto riguarda lo stile, l’architettura del trono trova un precedente nelle volute a doppio balaustro dei braccioli nell’Incoronazione della Vergine (Firenze, Uffizi) di Filippo Lippi, la quale era in lavorazione all’inizio degli anni Quaranta, periodo in cui Angelo d’Antonio si trovava a Firenze. La visione “di sotto in su” dei putti alati reggenti il festone richiama, invece, gli affreschi di Ansuino da Forlì presenti sulla parete destra della Cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani a Padova. L’opera di Angelo d’Antonio potrebbe provenire da Camerino o dal territorio, poiché altri soggetti analoghi presentano la stessa tipologia del trono e la medesima posizione di Gesù Bambino
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100274131
  • NUMERO D'INVENTARIO 1990 D 6
  • DATA DI COMPILAZIONE 2002
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    Galleria
  • ISCRIZIONI in basso, al centro, cartiglio - Quel ch(e) depense o (?) qui vost(ra fig)ura Matre de (Crist)o, segave ad me(m)oria De pregare Dio per lui, Verge(n) pura - corsivo - a pennello -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Giovanni Angelo Di Antonio Da Camerino (notizie 1451)

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'