Madonna di Senigallia

dipinto

Tavola dipinta

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Piero Della Francesca (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Nazionale delle Marche
  • INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La pala rappresenta Maria con in braccio Gesù Bambino accompagnati, ai lati, da due angeli. Cristo, vestito di un semplice panno bianco, richiamo al sudario e al suo destino di morte e resurrezione, porta al collo una collana di corallo e tiene nella mano sinistra una rosa bianca mentre con la destra è in atto di benedire lo spettatore. La Madonna, sebbene sia descritta in un atteggiamento ricco di grazia e compostezza, degno di una nobildonna, ha i capelli coperti da un velo sobrio, quasi trasparente, che lascia intravedere le orecchie ed è abbigliata con un semplice abito rosso coperto da un manto blu dal risvolto grigio. I due angeli, invece, sono caratterizzati da vesti e gioielli semplici ma al contempo elegantemente raffinati e pregiati. La scena è inserita in un ambiente di interno caratterizzato da semplici decorazioni a bassorilievo su una lesena che si rifanno all’antico e che può richiamare le sale del palazzo di Urbino. Sulla destra, poste su due mensole collocate entro un arco, vi sono un cestino di vimini contenente delle stoffe o veli ed una scatola di forma circolare chiusa. Sulla sinistra, al contrario, lo spazio architettonico si apre permettendo di osservare un’altra stanza nella quale, sulla sinistra, la luce entra di scorcio dalle due finestre. Il dipinto proviene dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie di Senigallia, costruita nel 1491, su progetto di Baccio Pontelli, per volere di Giovanni Della Rovere, che non fu tuttavia la sua sede originaria. L'opera, infatti, dalle dimensioni ridotte e dall’ambientazione domestica che suggeriscono una destinazione privata, viene tradizionalmente considerata un dono di Federico da Montefeltro per le nozze della figlia Giovanna da Montefeltro con Giovanni Della Rovere, prefetto di Senigallia e nipote di papa Sisto IV. La datazione del dipinto oscilla per questo tra il 1474, data del matrimonio pro forma, e il 1478, data in cui avviene il matrimonio effettivo tra i due. La 'Madonna di Senigallia' presenta i caratteri di solarità e ieraticità tipica della metafisica pierfrancescana, evidenti in scala maggiore nella 'Pala Montefeltro', ora a Brera. I brani di natura morta – il cestino di vimini con le stoffe e la scatola cilindrica- e il raggio di luce in secondo piano che dona maggiore tridimensionalità all'opera, testimoniano i contatti di Piero della Francesca con la pittura fiamminga in questa fase della sua attività, sottolineata da storici dell'arte quali Longhi, De Vecchi, Clark e Battisti
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100264111
  • NUMERO D'INVENTARIO 1990 D 58
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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