Ecce Homo
dipinto
Cardi Ludovico Detto Cigoli (attribuito)
1559/ 1613
Tela dipinta ad olio
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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ATTRIBUZIONI
Cardi Ludovico Detto Cigoli (attribuito): pittore
- LOCALIZZAZIONE Figline e Incisa Valdarno (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto rappresenta Cristo portacroce, affiancato dalla Vergine Maria e san Giovanni evangelista. In basso a destra compare san Francesco; al centro gli strumenti della Passione; sullo sfondo il sudario della Veronica con impresso il Sacro Volto. La somiglianza delle fisionomie e dei tratti fisici, il condiviso disegno con opere ad oggi a Firenze, presso la Galleria Palatina, o alle Gallerie degli Uffizi, tolgono ogni dubbio riguardo al nome di Ludovico Cardi detto il Cigoli, interprete della Controriforma in pittura. Il pensiero va subito alla versione dell'Ecce Homo e al Sacrificio di Isacco (Galleria Palatina), al modello del disegno del Gabinetto degli Uffizi (inv. 20275), alla Deposizione e al San Francesco delle stesse Gallerie. Tipiche le figure che si dissolvono nell'oscurità, si rimanda al confronto con la Deposizione di Grosseto, o alla Madonna del Rosario. Il brano centrale, una natura morta di forza realistica, come nel San Girolamo nel suo studio in San Giovanni dei Fiorentini (Roma) e nella Trinità di Santa Croce (Firenze). Negli ultimi anni del Cinquecento il pittore si carica di contenuti teologici, grazie alle numerose committenze per le confraternite fiorentine, incarnando quel sermo humilis, che sarà tema del Giubileo del 1600. Nella tela in discussione, si riconosce quella pittura comunicativa, immediata, di semplice narrazione e preghiera e di attenzione al dato naturalistico, interesse che lo porterà alla creazione della 'Notomia in cerca (Firenze, Museo Nazionale). Nei primi anni del Seicento, venne più volte richiesto dai francescani, mossi internamente da dispute sul rapporto con Dio e sulle stimmate del Santo fondatore. Le composizioni del Cardi erano vagliate da esperti religiosi, come probabilmente è il caso per questa stratificata iconografia, stabilita da un colto francescano. E' complesso ipotizzare se questo dipinto potesse nascere nel contesto dei francescani riformati, protetti da Clemente VIII, tra il 1592 e il 1605, o tra i cappuccini, favoriti di Paolo V tra il 1605 e il 1621. E' fuori di dubbio che il dipinto si collochi nella fase matura dell'artista, in seguito all'esperienza romana e alla visione di Caravaggio. L'insolita iconografia del dipinto affianca all'Ecce Homo, la Pietà e la meditazione su san Francesco. Non secondario è il Volto Santo, considerando che nel 1606, la Sacra reliquia venne inglobata nel pilastro sud-occidentale della cupola di San Pietro; evento che aiuta a collocare cronologicamente l'opera, e che doveva essere facilmente rievocato ai fedeli. Un altro tema è la sequela Christi, resa celebre dall'affresco di Dono Doni del 1564-70, sopra la porta laterale del chiostro del Santo Convento di Assisi. Rara è la citazione del teschio coronato nel tabernacolo, rintracciabile nell'Allegoria francescana, di rimando all'Eucarestia. Un livello di ulteriore complessità è suggerito dall'Allegoria del cordone di San Francesco, elaborata dall'omonima confraternita istituita da Sisto V nel 1586, unitamente all'indulgenza plenaria per chi ne entrasse a far parte, e diffusa da pittori e incisori tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Tali aspetti, la disposizione degli oggetti e delle figure sembrano dettati da un francescano, o da un confratello del Cordone di San Francesco, per la propria devozione privata. Infine, l'opera potrebbe essere identificata come una di quelle note alle fonti, ma considerate perdute, ovvero: un San Francesco, o San Francesco stigmatizzato, o con "Alcuni quadretti della Passione" per Giraldi, o come la Coronazione di spine, o il Signore mostrato al popolo (Baldinucci); o ancora con la Pietà non identificabile, per Alberto de' Bardi
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0901481604
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0