Die Liebesschule. scuola di Amore con una dama, due bambine e tre fanciulle

gruppo scultoreo, 1860 - 1924
Porzellan-manufaktur Meissen
attiva dal 1710 ad oggi, in altra sede
Michel Victor Acier
(Versailles, 1736 - Dresda, 1795)
Johann Carl Schönheit
(Meissen, 1730 - 1805)

Gruppo scultoreo a tutto tondo con figure femminili di varie età a lezione da Amore

  • OGGETTO gruppo scultoreo
  • MATERIA E TECNICA porcellana dura/ pittura
    porcellana dura/ doratura
    porcellana dura/ invetriatura
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Di Meissen
  • ATTRIBUZIONI Porzellan-manufaktur Meissen
    Michel Victor Acier
    Johann Carl Schönheit
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Guardaroba di Palazzo Pitti/ Lascito Laguzzi
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Pitti
  • INDIRIZZO Piazza Pitti 1, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'esemplare appartiene alla collezione del sacerdote Giacomo Laguzzi, da lui stesso donata il 17 agosto 1943 all'allora R. Soprintendenza alle Gallerie per le provincie di Firenze Arezzo e Pistoia (vedi Verbale con l'elenco delle opere consegnate, dove la siglatura alfa numerica associata alle singole voci corrisponde a quella indicata sull’etichetta apposta su ciascun esemplare). La collezione fu depositata a Palazzo Pitti presso il Museo degli Argenti (ora Tesoro dei Granduchi), dove fu esposta dopo gli eventi bellici e successivamente trasferita nella guardaroba della Galleria d'Arte Moderna. Essa è costituita da centotré miniature su lastre in porcellana aventi in prevalenza come archetipi dipinti, da venticinque piatti (dodici appartenenti a una serie con raffigurate scene ispirate alle opere di Richard Wagner e i rimanenti decorati con raffigurazioni di gusto naturalistico o tratte da dipinti di maestri dei secoli precedenti) e ancora da sessanta esemplari tra statuette, scatole, vasi e gruppi scultorei. Sempre per volontà del Laguzzi, a questo nucleo sono stati aggiunti nel 1946 alcune miniature, sempre su lastra in porcellana. L'esecuzione dei manufatti che formano questa raffinata e variegata raccolta è prevalentemente riconducibile alle fabbriche di porcellane attive a Dresda, ma anche in Turingia (vedi il marchio di fabbrica presente su quasi tutti gli esemplari), ed è databile tra la fine dell'Ottocento e non oltre il 1942, in riferimento all’anno della sua donazione. Questa collezione vanta anche la presenza della principale manifattura di porcellane tedesca, quella di Meissen fondata nel 1710 da Augusto il Forte, Elettore di Sassonia e re di Polonia. Il nucleo riunito dal Laguzzi è costituito da ventotto sculture, come rivelato dalla presenza su di esse del marchio con le due spade incrociate. Vi sono soggetti rappresentativi della produzione di questa fabbrica, quali gli animali, ma anche in linea con il gusto dell’epoca e quindi comuni ad altre manifatture di porcellane, come le riduzioni dalla statuaria antica, le figure allegoriche, oltre ai putti e ai fanciulli di gusto arcadico pastorale e ancora a gruppi con scene galanti, allegoriche e mitologiche. Nonostante la comunanza di generi, le sculture di Meissen sono riconoscibili per la raffinatezza del modellato, per il candore della porcellana e per il raffinato decoro pittorico, dove presente. Il marchio di fabbrica è riprodotto in blu sottovernice prevalentemente al di sotto della base e in genere è accompagnato da sigle impresse nella pasta prima della cottura, tra cui quella solitamente alfa numerica identifica il modello dell’esemplare rappresentato, mentre l’altra è ipoteticamente da ricondurre alla maestranza che l’ha eseguito. In taluni casi, sugli esemplari in policromia vi è anche un numero realizzato a pennello, forse da riferire al decoratore. La presenza nella collezione Laguzzi di esemplari di Meissen non decorati trova giustificazione con i soggetti rappresentati di gusto antiquario o allegorici, ad eccezione di una fanciulla che gioca con un cagnolino e di un orientale danzante, che richiama le “chinoiserie” eseguite nella fabbrica fin dai primi anni di attività. Il gruppo scultoreo raffigura la “Liebesschule” (Scuola d’Amore), come indicato sulla pagina sinistra del volume aperto su un’ara con bucrani e ghirlande, dal quale Cupido fanciullo sta leggendo il testo, tenendo il segno con la sua freccia. Dietro di lui una dama sembra sorreggerlo anche se rivolge l’attenzione all’ascolto di una bambina posta ai suoi piedi e affiancata da una fanciulla, che appare intenta ad applaudire. Sull’altro lato due fanciulle stanno dialogando fra loro, come si può intuire anche dai gesti descritti dalle dita. La composizione di sviluppa in verticale su due registri: su quello superiore vi sono i protagonisti, mentre sull’altro, sedute su un terreno roccioso, sono visibili le citate giovani donne. L’etichetta applicata con la numerazione corrispondente alla voce sul Verbale di consegna della collezione Laguzzi (Laguzzi 9) copre parte della superficie del manufatto, pertanto non permette una completa lettura di eventuali altre sigle apposte sotto la base. Tuttavia, appare ben visibile quella impressa in pasta “F 74” relativa al modello, che trova corrispondenza con il campionario della Manifattura di Meissen intitolato “Nachschlagewerk für Sammler, Händler und Museen. Auf den nächsten 80 Seiten (schwarz/weiẞ) finden Sie Figuren, Gruppen, Büsten, Pagoden usw., mit den dazugehörigen Formnummern (Ohne Anspruch auf Vollstandingkeit) von 1710-1910” e pubblicato in K. Krockenberger, “Meissen Porzellan. Das weiẞe Gold”, Winnenden 2005 (p. 125, mod. n. F 24). Sempre impresso in pasta vi è un quadrato, forse da ritenere identificativo del modellatore, mentre la marca con le due spade incrociate presenta un’incisione che l’attraversa. Si tratta dell’identificazione adottata dalla manifattura all’incirca tra il 1860 e il 1924 per gli esemplari difettati, che venivano da essa venduti, però con una notevole riduzione del prezzo di listino (vedi Robert E. Röntgen, “Marks on German, Bohemian and Austrian porcelain 1710 to the present”, Michigan 2007, p. 210, n. 1658). Il confronto tra il nostro esemplare e altri gruppi di analogo soggetto pubblicati on-line mette in evidenza una libertà da parte della manifattura nella decorazione delle vesti, oltreché in alcune pose delle braccia, ad esempio, di Amore e della bambina con la quale interloquisce la dama (https://www.pinterest.co.uk/pin/658299670514441438/; https://www.schulerauktionen.ch/de/items/137-4071-grosse-figurengruppe-die-liebesschule-meissen-ende-19-jh#mz-expanded-view-117647785587; https://www.lempertz.com/en/catalogues/lot/1066-2/550-a-meissen-porcelain-group-school-of-love.html, consultati 15/7/2020). Tra le varianti riscontrabili nelle versioni note di questa composizione, è significativa la presenza nell’esemplare conservato allo Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Porzellansammlungen del libro con sulle pagine leggibile un testo in lingua francese (inv. PE 3511 a-b, https://skd-online-collection.skd.museum/Details/Index/127910, consultato 15/7/2020), il titolo trova peraltro corrispondenza con quello in tedesco leggibile sul nostro gruppo: “Prèceptes de l’Amour. Faites – vous remarquer / animés le dèsir. // tendès des pièges / caches votre jeu”. La composizione è stata ideata nel 1777 dal modellatore Michel Victor Acier, che nel 1780, con la collaborazione di Carl Schönheit, diede avvio ad una serie di modifiche tra cui la scelta della base naturalistica priva di elementi decorativi impreziositi da dorature, visibile in altri gruppi elaborati nella manifattura. Ciò porta a ipotizzare che in origine questa composizione dovesse essere presentata con una montatura in bronzo (vedi A. Loesch, in “Triumph of the Blue swords. Meissen porcelain for aristocracy and bourgeoisiw 1710-1815”, catalogo della mostra a cura di U. Pietsch, C. Banz, Leipzig 2010, p. 395, cat. 511)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0901143158
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Le Gallerie degli Uffizi
  • ENTE SCHEDATORE Le Gallerie degli Uffizi
  • DATA DI COMPILAZIONE 2020
  • ISCRIZIONI sotto la base - un quadrato - a impressione -
  • STEMMI sotto la base - di fabbrica - Marchio - due spade incrociate in blu, con una linea incisa che le attraversa
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA dichiarazione autografa (1)
    dichiarazione autografa (2)

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