tovaglia - manifattura italiana (primo quarto sec. XX)
La tovaglia di lino bianco ha forma rettangolare ed è decorata da bordi di filet di diverse dimensioni, eseguiti a punto rammendo Nei lati corti il decoro in filet è ricamato con un motivo di pampini e grappoli d'uva, disposti orizzontalmente e nascenti da un viticcio che separa i decori ripetuti nella parte superiore ed inferiore, con qualche variante. Lo stesso modulo, ma di dimensioni ridotte, è utilizzato nel bordo che rifinisce i lati lunghi, dove il grappolo d'uva con i pampini è disposto uno accanto all'altro, in direzione orizzontale, senza essere ripetuto. I filet sono attaccati alla tela con una fila di punti a giorno, lasciando un margine di tessuto prima dell'orlo, e formando agli angoli un motivo quadrato ricavato dallo stesso punto. All'orlo esterno sono invece applicati rosoni eseguiti a fuselli, con un'armelletta centrale da cui si irradia il decoro geometrico
- OGGETTO tovaglia
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MATERIA E TECNICA
tela di lino/ merletto a filet
filo di cotone/ lavorazione ad ago
filo di lino/ lavorazione a fuselli
tela di lino/ ricamo
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MISURE
Lunghezza: 170 cm
Larghezza: 100 cm
- AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Davanzati
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Davanzati
- INDIRIZZO Via Porta Rossa, 13, 15, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Presenta alcune affinità tecniche con l'esemplare in collezione Inv. Stoffe 1411 e Inv. Stoffe 1525, in particolare riconoscibili nel modo di attacco dei bordi di filet alla tela, lasciando un margine di tessuto che forma agli angoli un motivo quadrato, dato dal punto a giorno, e nella rifinitura di punte a fuselli, oltre che l'ispirazione ai motivi decorativi dei libri di modelli cinquecenteschi, quali quello di Giovanni Ostaus del 1551. Si pensa che questo manufatto provenga, insieme agli altri citati, da una ditta italiana, quale quella fiorentina di Francesco Navone, la cui produzione di biancheria in lino e filet era particolarmente vasta negli anni precedenti la II guerra mondiale. Anche il cartellino della Ditta di provenienza con la numerazione 4143 sembra ricondurre a quella provenienza, anche se manca il riferimenti preciso, presente in altri manufatti in collezione. Un disegno molto simile è utilizzato con una tela di buratto dalla Ditta Ceccherini dell'Antella negli anni '20 (G. Giannelli, L'Industria domestica del Buratto nel Comune di Bagno a Ripoli e Dintorni, in La tradizione del Buratto all'Antella, 1989, p.9)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900644371
- NUMERO D'INVENTARIO Stoffe 1378
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA I Musei del Bargello - Museo di Palazzo Davanzati
- ENTE SCHEDATORE I Musei del Bargello - Museo di Palazzo Davanzati
- DATA DI COMPILAZIONE 2007
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0