dipinto - ambito fiorentino (seconda metà sec. XVII)

dipinto 1650 - 1699

dipinto

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • LOCALIZZAZIONE Pienza (SI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto raffigura il giovane e famosissimo maresciallo Ottavio Piccolomini, appartenente al ramo dei Piccolomini di Sticciano (il castello della Maremma) che deriva dalla figlia di Caterina, seconda sorella di Pio II, andata sposa a Bartolomeo Pieri, nobile senese adottato da Pio II nella famiglia Piccolomini e signore di Sticciano, titolo passato poi nei discendenti. Ottavio è il più rappresentativo e noto membro di questa casata. Egli fu priore di Pisa nell'Ordine di Santo Stefano e cavaliere di Malta. Tra il Cinque e il Seicento seguì la carriera militare. Fu chiamato dall'imperatore di Germania Ferdinando II per combattere nella Guerra dei Trent'Anni: in questa lunghissima e drammatica contesa Ottavio fu il braccio destro di Wallenstein, capo dell'esercito mercenario al servizio dell'imperatore e condottiero della vittoria cattolica, prima contro i danesi di Cristiano IV, poi contro gli svedesi di Gustavo Adolfo, che vinse nella battaglia di Lutzen del 1632. Un'altra delle battaglie epiche di cui fu protagonista è quella della Montagna Bianca, in Boemia, nel 1620, che segnò la sottomissione di questa terra ai tedeschi della Lega Cattolica a discapito dei boemi schierati con i Protestanti. Fu poi spedito dall'imperatore contro il Wallenstein e dopo la morte di questi, il Piccolomini fu fatto generale della cavalleria imperiale e remunerato con la signoria di Nachet in Boemia. Il dramma della morte del Wallenstein, ucciso da una congiura di palazzo, di cui i Piccolomini, Ottavio e il giovane figlio Massimo che combatteva accanto al padre, furoni protagonisti, è narrato dal grande dammaturgo tedesco Friederich Schiller nel "Wallenstein" dove raccontò una delle fasi salienti della Guerra dei Trent'Anni. Ottavio combattè per vari anni anche in Francia, battendone l'esercito nel 1639. Il re di Spagna lo nominò generale in Catalogna, ma vi rimase per poco essendo richiamato in Fiandra dove riscosse altre vittorie sui francesi. L'imperatore lo fece inoltre cavaliere della Chiave d'Oro, capitano delle sue guardie e cameriere segreto, consigliere di Stato e di guerra e gli concesse numerose baronie e contee in Germania. Il re di Spagna, essendo terminata la linea dei Duchi di Amalfi, lo chiamò alla successione di quel titolo, facendolo anche grande di Spagna e cavaliere del Toson d'Oro. Nell'"Inventario del Palazzo Piccolomini di Pienza", redatto dal Canonico Giovan Battista Mannucci in Pienza il 23 ottobre 1919 (oggi conservato nell'Archivio della Società di Esecutori di Pie Disposizioni in Siena), tra gli oggetti allora esistenti nella Sala d'armi del Palazzo, al n. 201 viene citato "Un quadro dipinto a olio col ritratto del Maresciallo Piccolomini con cornice in legno intagliato e dorato, stile rococò", identificabile con il dipinto qui schedato
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900549964
  • NUMERO D'INVENTARIO 201
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2004
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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