calice - bottega fiorentina (sec. XV, sec. XX)
Calice impostato su piede polilobato e mistilineo con cornici modanate; fusto a sezione esagonale con nodo di raccordo esagonale modanato e nodo principale a cipolla provvisto di sei chiodi circolari; coppa svasata (integrazione successiva) con sottocoppa a margine polilobato e mistilineo. Il piede, su gradino modanato impreziosito al centro da una cornice con motivi a mezza luna, presenta una superficie liscia e specchiante, suddivisa in sei campi da centinature incise, culminanti in giglietti con sottostanti cartelle romboidali decorate da una corolla stilizzata. La decorazione del fusto consiste in specchiature quadrate centrate da corolle su fondo granito. Il nodo principale, rivestito da foglie di acanto sbalzate, reca incastonata nei chiodi applicazioni in malachite (integrazione successiva). La sottocoppa è ornata con gli stessi motivi a centina del piede. Il calice è provvisto di patena propria
- OGGETTO calice
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MATERIA E TECNICA
rame/ doratura/ sbalzo/ bulinatura/ incisione/ granitura
argento/ doratura
malachite
- AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il calice è formato da parti originariamente non pertinenti. Il piede, il fusto ed il sottocoppa sono realizzazioni quattrocentesche, mentre la coppa ed i chiodi del nodo in malachite risalgono ad un intervento di restauro - durante il quale l'arredo fu anche completamente ridorato - effettuato per volontà di Ermenegildo Florit, arcivescovo di Firenze dal 1962 al 1977 (anno della sua morte), che ne fece poi dono al Capitolo dei Canonici fiorentini insieme ad altre suppellettili. L'arredo proveniva dalla chiesa di Santa Maria a Montecalvi, parrocchia posta nel vicariato di San Casciano val di Pesa. A Santa Maria a Montecalvi fu annessa la rettoria dei SS. Vito e Modesto, titolo col quale viene solitamente denominata la chiesa. La tipologia del calice era assai diffusa in area toscana già dalla seconda metà del Trecento, ma continuò ad essere utilizzata almeno per tutto il secolo successivo. Nel caso specifico la semplificazione decorativa fanno propendere per una esecuzione risalente alla metà del Quattrocento. Il marchio di garanzia del titolo legale dell'argento impresso sulla coppa nella forma "800" fuori campo, benchè si discosti dalle disposizioni legislative che ne stabilivano l'impressione in campo ovale, trova altre attestazioni negli arredi degli ultimi decenni del Novecento, confermando, dunque, l'opera di restauro integrativo commissionato all'arcivescovo Florit
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900382210
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
- ISCRIZIONI sotto il piede - S(ANTA) MARIA/ A M(ONTE) CALVI - lettere capitali -
- STEMMI coppa - garanzia - Marchio - Stato Italiano - 800 fuori campo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0