funerali di San Girolamo
dipinto
post 1635 - ca 1699
Tela di formato rettangolare montata su cornice a listelli di legno, moderna
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
- LOCALIZZAZIONE Prato (PO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Nella parte inferiore il dipinto appare una copia iconograficamente fedele,anche se di qualità piuttosto modesta, della tavola eseguita da Filippo Lippi durante il suo soggiorno pratese per il Preposto Gemignano Inghirami e collocata in origine in un apposito tabernacolo in pietra posto nel transetto del Duomo pratese (cfr. G. Marchini, Il Duomo di Prato, Prato 1957, pp. 84-85). Il pittore della tela di Coiano ripropone fedelmente le pose delle figure dei frati intorno al defunto e lo stesso ritratto dell'Inghirami in primo piano, omettendo solo la descrizione del terreno roccioso e lo stemma gentilizio del Preposto e modificando il tessuto di arredo del cataletto, in linea con le esigenze di maggiore austerità religiosa. La parte superiore della scena, che nella tela del Lippi ospita tre episodi della vita del santo ambientati in un paesaggio e una grande mandorla con la trinità e angeli, è invece modificata completamente dal nostro pittore. Egli pone sopra un denso strato di nubi che separa la zona celeste angioletti e cherubini con al centro il Padreterno e seduti ai lati Cristo con la croce, a sinistra, e la Madonna sul crescente di luna, a destra. Inginocchiate ai piedi della Vergine vi sono infine due figure di minor dimensione raffiguranti un angelo che presenta alla Madonna un monaco, identificabile con l'anima stessa di San Girolamo o con un ignoto monaco committente della tela di Coiano. La conduzione pittorica del dipinto si caratterizza per l'accentuato contrasto chiaroscurale che abbassa fortemente la limpida cromia dell'originale lippesco e sottolinea certe schematiche riduzioni dei panneggi e delle anatomie, avvolgendo la scena in una densa oscurità che esalta lo spirito interpretativo austeramente drammatico dell'evento sacro. Notiamo anche una pennellata pittorica e fusa che, evidente soprattutto nella zona superiore della tela, prefigura una datazione piuttosto avanzata. Questo elemento, unitamente alle tipologie dei putti e delle figure della parte superiore, rivela un artista di modesta qualità attivo verso la metà del sec. XVII e attento ai modelli della pittura fiorentina del periodo. In particolare, le figure del Cristo e della Vergine sembrano avvicinarsi al Curradi mentre i due angioletti con il cartiglio sono copia da quelli del Vignali nella pala con l'"Assunta e santi" della SS. Annunziata (1635 ca.). La scelta iconografica rivela inoltre l'ampia fortuna goduta dal quadro del Lippi e il gusto artistico arcaizzante e austero di un importante filone della religiosità pratese
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900303206
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato
- ISCRIZIONI cartiglio sorretto dagli angioletti in alto a sinistra - INTRA IN GAUDIUM D(OMI)NI TUI - lettere capitali -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0