Cristo crocifisso con san Bartolomeo e san Lorenzo

dipinto 1575 - 1599

Personaggi: Cristo; San Bartolomeo; San Lorenzo. Abbigliamento. Attributi: (San Bartolomeo) coltello; libro. Attributi: (San Lorenzo) libro. Oggetti: croce; nappe. Allegorie-simboli: teschio

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto in esame, originariamente collocato su un altare della chiesa di S. Felice a Ema (dove, secondo il Biadi, e' citato in un libro di sagrestia del 1636), presenta una semplice e limpida composizione di tono tradizionale ed arcaizzante, che richiama i modi di Santi di Tito (1536/1603). Questi fu uno dei maggiori protagonisti della pittura fiorentina della seconda metà del Cinquecento e, come noto, aveva operato una decisa svolta in senso antimanieristico, aderendo ai dettami della Controriforma. Riallacciandosi, pertanto, alla tradizione dei grandi classicisti del primo Cinquecento (Fra Bartolomeo, Andrea del Sarto), recupera la semplicita' e la chiarezza compositive e lo studio dal vero. Tutte queste caratteristiche, in effetti, sono presenti in questa pala d'altare e, del resto, la grande figura del Cristo Crocifisso rimanda ad esempi di Santi di Tito (cfr. la pala di "San Tommaso d'Aquino davanti al Crocifisso" dell'Oratorio di S. Tommaso d'Aquino a Firenze). Tuttavia, nel dipinto di S. Felice si notano anche interessanti aperture nei confronti di una pittura dai toni cromatici impastati e sfumati, circostanza che, oltre a far datare l'opera alla fase tarda del XVI secolo, indirizzano verso l'ambiente di autori che, formatisi proprio con Santi di Tito,hanno poi percorso strade diverse ed originali. E' questo il caso di Gregorio Pagani (1558/1605), pittore fiorentino che unisce alla conoscenza dell'arte del proprio maestro, una particolare sensibilita' verso la coeva pittura veneta. Si veda, in particolare, la vicinanza stilistica tra il volto giovanile del San Lorenzo e la sua mano destra con le dita affusolate e gli analoghi particolari anatomici della giovane figura di Tobia che unge gli occhi del padre nel quadro del Pagani della Galleria Palatina. E' quindi probabile che, senza voler pronunciare il nome di uno dei due pittori, l'autore del dipinto in esame vi sia stato comunque in contatto, realizzando un'opera che potrebbe essere meglio studiata dopo un restauro, di cui si avverte la necessita'
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900302847
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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