stele funeraria - a centina di Cortesi Lorenzo (sec. XIX)

stele funeraria a centina post 1892/08/17 - post 1892/08/17

Stele a centina entro recinto con colonnine angolari poggiante su base a sezione rettangolare modanata che sostiene un elemento di raccordo a parallelepipedo con specchiatura recante un'iscrizione. Stele profilata da duplice modanatura e circondata da un tralcio di fiori di campo, edera con bacche e rametti di quercia con ghiande ornato da un fiocco

  • OGGETTO stele funeraria a centina
  • MATERIA E TECNICA marmo bianco/ scultura/ incisione
  • ATTRIBUZIONI Cortesi Lorenzo (notizie 1893): esecutore
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La stele commemora il piccolo Alberto Mario Balboni e si ricollega, per il tema trattato, a quelle di Oscar Schmidt (cfr. scheda n. 09/00300784), morto nel 1879 e sepolto nello stesso Cimitero e di Hugh Maquay, morto nel 1875 e sepolto nel Cimitero degli Inglesi (cfr. scheda n. 09/00300673) e di Maria Bocchini, morta nel 1888 e sepolta nel Cimitero delle Porte Sante a San Miniato al Monte a Firenze. Ciò dimostra il carattere seriale, pur nella sua buona qualità, della stele il cui soggetto si inserisce in una tematica molto diffusa nella scultura cimiteriale ottocentesca di vena soprattutto romantica e in linea con l'insegnamento innovativo di Lorenzo Bartolini. Tuttavia, in quest'immagine dell'angelo implorante che conduce al cielo l'anima del bambino, s'insinua un'espressività nuova e più languida che è all'origine di quel senso di incertezza e di dolente partecipazione espressa dagli angeli malinconici e impotenti che popolano le tombe simboliste già a partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento (cfr. La Scultura a Genova e in Liguria. Dal Seicento al primo Novecento, Genova 1989). Ornata da fiori e arbusti diversi, la piccola stele fu scolpita da Lorenzo Cortesi che forse trasse ispirazione proprio dal rilievo di Oscar Schimdt e la cui produzione risulta ancora sconosciuta: si tratta forse di un artigiano dedicatosi alla scultura funeraria solo di rado e che in questo rilievo si allinea con le tendenze, i temi e lo stile allora più diffusi in quel settore artistico. Anche a livello decorativo e simbolico, lo scultore recupera il motivo, molto comune, del tralcio vegetale con la quercia, pianta sacra a Giove e sotto la quale Abramo ricevette tutte le rivelazioni di Dio. In questo senso, cioè come strumento di comunicazione fra cielo e terra, la quercia allude alla Resurrezione (cfr. T. CHEVALIER - A. GHERBRANT, Dizionario dei simboli, Milano 1986, II, p. 272), mentre l'edera, altro vegetale riconoscibile nel tralcio e frequentemente usato nelle decorazioni funerarie, allude all'attaccamento umano alla vita
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA detenzione Ente religioso non cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900300785
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato
  • ISCRIZIONI fronte della stele - ALLA CARA MEMORIA / DI / ALBERTO MARIO BALBONI / NATO IL 7 MAGGIO 1890 / SALITO AL CELO DI 17 AGOSTO 1892 - corsivo/ numeri arabi -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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