Salita al calvario. Cristo aiutato da Simone il Cireneo a portare la croce

dipinto, 1584 - ca 1584

tavola con cornice

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Toscano
  • ATTRIBUZIONI Bernardino Detto Poccetti: pittore
  • LOCALIZZAZIONE Museo nazionale d'arte medievale e moderna
  • INDIRIZZO via San Lorentino, 8, Arezzo (AR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto fu portato alla Pieve di Arezzo nel 1786 per ordine di Pietro Leopoldo in sostituzione della Madonna del Popolo di Barocci, che fu esposta agli Uffizi. Dall'inventario di L. Gatteschi, conservatore della Pinacoteca comunale, datato 31 marzo 1868 e dal verbale di consegna delle opere (8 settembre 1868) firmato da F. Turini, allora presidente della Collezione Bartolini, si deduce che in quell'anno il dipinto è trasferito presso la Pinacoteca (Agnolucci/ Droandi 1990). Il quadro è stato segnalato da Richa, Berenson, Goldsmith, Venturi e Salmi come opera di Rosso Fiorentino. L'idea che si tratti di un'opera più tarda, di Poccetti, risale al 1940. In occasione della Mostra del Cinquecento Toscano la Barocchi attribuisce il dipinto a Poccetti evidenziando una particolare somiglianza con la Deposizione di Santa Felicita di Pontormo. Berti, nel 1961, propende per questa attribuzione che viene confermata dal fatto che alcuni disegni conservati agli Uffizi relativi al dipinto si ritengono di mano dell'artista. In particolare il foglio n. 1401 E, per la figura della Madonna, il n. 14649 Fr e il n. 8438 F per il ragazzo in primo piano a bocca aperta. Anche al British Museum di Londra è conservato un disegno (fotografia allegata), n. 1946,0713.455 che Hamilton (1980) considera uno studio preparatorio per la figura dell Madonna. Questi, come la Maetzke, ritengono il dipinto una delle prime esecuzioni ad olio, risalente agli anni '80 e antecedente al Miracolo della Neve della Cappella Canigiani di Santa Felicita (1589). La Vasetti afferma che le due opere insieme all'Ultima Cena di Casa Vasari sono più o meno contemporanee e rappresentano le definizioni più mature dello stile poccettiano del nono decennio. Pasqui, nelle scheda n. 10 del 1917 (opere di proprietà della Fraternita dei Laici) afferma che l'opera conservata nella 'Pinacoteca, sala III, con cornice del tempo dorata, adorna di fuseruola, fu donata da Leopoldo I alla Fraternita dei Laici in compenso del quadro del Baroccio che egli volle per le Gallerie di Firenze, e che sta nella Cappella di essa Fraternita in Pieve e che rappresentava S. Francesco ricevente le stigmate.'
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900260659
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici di Arezzo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici di Arezzo
  • DATA DI COMPILAZIONE 1992
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2012

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