Cappuccino in adorazione della croce. Cristo crocifisso con frate

dipinto, ca 1700 - ca 1799
Alessandro Magnasco
1667/ 1749

Dipinto

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Alessandro Magnasco
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Bruni-Ciocchi
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il Procacci ha giustamente considerato la tela in questione un'opera di Alessandro Magnasco, ritenendola una versione originale di un soggetto più volte trattato dall'artista e di cui vari esempi sono stati già qualche volta pubblicati. I più celebri sono quelli resi noti dal Geiger (cfr. Geiger B., Magnasco, Bergamo, 1929, tav. 253), dalla Pospisil (Pospisil M., Alessandro Magnasco, Firenze, 1944, p. 184, tav. 133) e dalla Franchini Guelfi (Franchini Guelfi F., Alessandro Magnasco, Genova, 1977, pp. 202-204), tra i quali sono da mettere in stretta relazione con l'esempio Salmi il dipinto di Palazzo Sagredo a Venezia e quello della collezione Arano di Milano. Senza dubbio esatta è quindi l'attribuzione proposta dal Procacci. L'originalità dell'esempio aretino rispetto agli altri consiste nel fatto che il cappuccino è inginocchiato a destra, anziché a sinistra, e che il Cristo volge la testa di lato. Secondo quanto attesta la Franchini Guelfi tutti i crocifissi del Magnasco vanno datati dopo il 1710, poiché essi sono posteriori alle incisioni dei frontespizi dei cinque volumi delle Definitiones del cappuccino genovese Giovanni Piaggio, che recano la data sopraddetta e che possono essere attribuite alla cerchia di Paolo Gerolamo Piola. Esse sono da considerare gli immediati precedenti delle tavolette devozionali del Magnasco che ripetono la stessa iconografia del cappuccino in adorazione del Crocifisso. I numerosi piccoli "Cappuccini in adorazione del Crocifisso" del Magnasco, che rappresentano uno dei momenti più tipici della vita conventuale, si collocano, come le cosiddette "fraterie", all'interno di una situazione storica e culturale delineatasi soprattutto a Milano nel Settecento e di cui il Magnasco si fa portavoce. La fonte culturale dei "Crocifissi" del Magnasco sono le meditazioni ascetiche proposte da Marco Migliorini (1672-1753), frate cappuccino e autore del "Cappuccino ritirato per dieci giorni in se stesso" (Milano, 1719). Il Migliorini fu uno dei più noti predicatori lombardi, che svolse una larga attività di diffusione religiosa per il recupero del rigore e della purezza primitiva della vita conventuale, la quale in quegli anni soffriva di una diffusa corruzione morale
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900259172
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
  • DATA DI COMPILAZIONE 1991
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2016

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