San Sebastiano

statua,

Si veda nell'opera la distensione dei tratti adolescenziali, tanto ricorrenti in Luca, specie negli anni della prima maturità; si noti inoltre la finezza adottata nel rappresentare i muscoli a riposo; i capelli lunghi, mossi ma non ricciuti e quasi ravviati all'indietro, poco consoni con la produzione di Andrea e della sua bottega. È difficile dire, senza un analisi più agevole, quanto del tronco a cui è addossato il santo sia, come sembra, spurio e quanta parte della sua coloritura sia posteriore e ricopra uno smalto rovinato o infranto

  • OGGETTO statua
  • MATERIA E TECNICA terracotta/ invetriatura
  • ATTRIBUZIONI Della Robbia Luca (attribuito)
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Della Robbia Andrea (bottega)
  • LOCALIZZAZIONE Montecatini Val di Cecina (PI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Questa statua insieme a quella del Santo Vescovo, si trovavano molto probabilmente sopra le porte di accesso al coro, ai lati del tabernacolo cinquecentesco posto sopra l'altar maggiore. Attribuite dalla critica novecentesca alla scuola dei Della Robbia, oggi si trvano in due nicchie nella parete centrale del coro e hanno assunto tale posizione dal 1823. Il S. Sebastiano, segnalato da Gentilini come opera della bottega di Andrea, è secondo N. Lepri e A. Palesati, specie per l'alta espressività e la delicatezza dei tratti, riconducibile alla mano di Luca Della Robbia, capostipite della famiglia che dagli altri si differenzia per una sorta di estrazione intuitiva della figura dal blocco d'argilla, una specie di lavorazione "in levare" che lo avvicina di più alle opere scolpite e non indugia a considerare particolari decorativi troppo evidenti e complicati. Sotto l'invetriatura, si può leggere la figura del S. Sebastiano come pensata e sentita in intero (è composto in realtà di due parti, assemblate all'altezza del panno), pre-savonaroliana e terrena anche se assorta nella contemplazione del proprio martirio: di una spavalderia giovanile e sorridente marcata quasi quanto la fierezza che avrebbe connotato di lì a qualche anno il David di Michelangelo, del quale il S. .Sebastiano anticipa a tratti la posizione, specie nell'atteggiamento di riposo delle gambe. Il Richa conforta la tesi di un'iconografia già valorizzata ai tempi di Luca e interpretata successivamente, anche da altri artisti passati per la Toscana
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900238902
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara

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