Cristo crocifisso
crocifisso
ca 1600 - ca 1610
Personaggi: Cristo
- OGGETTO crocifisso
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MATERIA E TECNICA
gesso/ pittura
LEGNO
- AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Questo crocifisso è databile ai primi decenni del sec. XVII. Si osservi in particolare la posa composta del Cristo, non ancora serpentinata come sarà in pieno Seicento (cfr. i Crocifissi del Tacca o del Soldani) e il volto quasi classicheggiante che rivela lontane reminiscenze sansovinesche (cfr. statua di san Jacopo di Santa Maria del Fiore e quella di Santa Maria di Monserrato a Roma). Inoltre, la forma del perizoma, non più aderente lungo i fianchi come nel Quattrocento e all'inizio del Cinquecento, ma a fascia con un nodo sul fianco destro è una tipologia che già possiamo trovare alla fine del sec. XVI, ma che troverà un grande sviluppo in quello successivo (per gli esempi cinquecenteschi si veda il Crocifisso eseguito fra il 1594 e il 1598 dal Giambologna nella cappella della Madonna del Soccorso alla Santissima Annunziata e quello del convento di San Marco variamente attribuito al Giambologna o al Susini, pubblicato da C. Avery, A. Radcliffe, M. Leithe-Jasper, Giambologna, Wien 1978, fig. 107). Più in particolare il Cristo presenta delle straordinarie analogie con il marmoreo Gesù alla colonna della chiesa dei santi Quirico e Lucia a Montelupo Fiorentino, eseguito da Michelangelo Nacherino nel 1617 (cfr. cat. mostra Capolavori di scultura fiorentina dal XIV al XVIII secolo, Firenze 1986, scheda n. 8, p. 117). Le somiglianze riguardano soprattutto il volto dai tratti classicheggianti ed il modo con cui i riccioli incorniciano il viso. Il corpo, invece, risulta molto più indagato anatomicamente nel Cristo di Montughi che in quello di Montelupo, dove Gesù appare più emaciato e spiritualizzato. Indagando nell'attività del Nacherino, allievo a Firenze del Giambologna e trasferitosi nel 1573 a Napoli dove la scultura dell'artista acquista quell'impianto classico che la caratterizza, si possono individuare altre stringenti affinità con il Crocifisso marmoreo di San Carlo all'Arena di Napoli, purtroppo gravemente danneggiato dall'incendio della chiesa del 1923. Il corpo di questo Cristo è stato, come nel Gesù di Montughi, più attentamente studiato anatomicamente e il panneggio appare molto simile (cfr. foto pubblicata da A. Maresca di Serra Capriola, Michelangelo Nacherino, Napoli 1924, fig. 11, p. 23). Molte perplessità non ci permettono però di attribuire l'opera in questione al Nacherino: prima di tutto la considerazione che egli ha lavorato prevalentemente il marmo e in secondo luogo il fatto che, a parte la sua giovanile attività fiorentina, l'artista ha operato principalmente a Napoli. Solo nel 1617 egli venne a Firenze per un breve periodo durante il quale cercò soprattutto di guadagnarsi il favore della corte medicea. Se l'autore di questa scultura lignea fosse, comunque, il Nacherino o qualcuno rimasto impressionato dal suo Cristo alla colonna l'opera andrebbe collocata alla fine del secondo decennio del Seicento
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900194141
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0