San Galgano
Il pastorale presenta l'asta di sezione esagonale lavorata a bulino con motivi vegetali e un nodo a forma di tempietto gotico con bifore cuspidate dove sono raffigurate sei coppie di santi: Maddalena e Caterina d'Alessandria, un santo monaco con libro e san Benedetto (?), un santo diacono con libro e un santo vescovo benedicente, Michele Arcangelo e Giacomo, Galgano e Giovanni Battista, Paolo e Pietro. Sopra al nodo si trovano due ordini di monofore con arco trilobo dove sono rispettivamente raffigurate mezze figure di angeli e la spada infitta nella roccia insieme con l'immagine del reliquiario della testa di san Galgano. Il riccio è caratterizzato da smalti opachi inseriti entro piccolo quadrilobi e raffiguranti uccelli e piccolo fiori, termina con la figura a tutto tondo di san Galgano inginioccato di fronte alla spada conficcata nella roccia
- OGGETTO pastorale
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MATERIA E TECNICA
rame/ pittura a smalto opaco/ doratura/ bulinatura
- AMBITO CULTURALE Bottega Senese
- LOCALIZZAZIONE Siena (SI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il pastorale è stato descritto per la prima volta nel 1896 dal Canestrelli che ha dato genericamente l'opera al XIV secolo. Nel 1906 il Venturi e nel 1911 il Lusini riproducoo il pastorale come esempio di opera tipicamente trecentesca. Nel 1929 Machetti attribuisce l'oggetto alla scuola di Ugolino di Vieri. Carli nel 1946 accoglie positivamente lo spunto del Machetti e ribadisce le sue convinzioni nel lavoro sul Duomo di Siena realizzato dallo studioso nel 1979. Successivamente Toesca considera il pastorale come opera minore di oreficeria senese per la povertà dei materiali e per l'esecuzione sommaria degli smalti opachi a figure risparmiate con i quali il pastorale è stato realizzato. Nel 1980 Leone de Castris data con precisione l'opera al 1317 e attribuisce il pastorale all'orafo senese Andrea Riguardi sulla base dei confronti stilistici con gli smalti del calice conservato al British Museum di Londra firmato da Andrea Riguardi e Tondino di Guerrino. Nel 1982 in occasione della mostra sul gotico a Siena la Damiani afferma che le figure dei santi all'interno delle edicole gotiche e nel nodo del pastorale, "procedono" dalla cultura dell'orafo Guccio di Mannaia che si osserva nel calice di Niccolò IV e dalla elaborazione della medesima cultura effettuata dall'orafo che eseguì le figure a placchetta Carrand con la Madonna in Maestà tra san Pietro e san Paolo e quelle dei medaglioni smaltati con sant'Antonio e santa Elisabetta d'Ungheria rispettivamente a Berlino e a Parigi. partendo da queste osservazioni la Damiani considera il pastorale eseguito da orafi senesi operanti entro il terzo decennio del Trecento la cui produzione è caratterizzata dalla tendenza alla semplificazione delle figure e dall'aggiornamento sulla produzione pittorica senese, in particolar modo di Simone Martini. Secondo la studiosa la figura a tutto tondo di sant'Ansano in preghiera è da riferirsi ad un orafo senese culturalmente dipendente da Tino di Camaino. Nel 1996 Cantelli pubblica nuovamente il pastorale accettando, in accordo con il De Castris, una datazione al 1317. Lo studioso inoltre afferma che l'autore del pastorale proveniente dalla prestigiosa abbazia di san Galgano, potrebbe essere Guccio di Mannaia ormai anziano. Si veda anche la scheda di Elisabetta Cioni nel Catalogo di Duccio (2003) con bibliografia
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900185854
- NUMERO D'INVENTARIO OA/3061
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto
- DATA DI COMPILAZIONE 2003
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0