Santa Margherita da Cortona visitata dall'angelo
dipinto
Formato rettangolare. Cornice: ornata da un motivo esterno a semioovuli, da una gola liscia centrale e da un listello interno ornato a nastrini; la cimasa è costituita da due festoni di foglie nervate e frutti che si dipartono da una coccarda centrale a tre petali e due cocche
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Romagnolo
- LOCALIZZAZIONE Brisighella (RA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto venne visto da Corbara nel 1950 nel refettorio, dove ancora è collocato. Esso fa parte di una serie di quattro dipinti di mani differenti inclusi entro cornici del medesimo tipo. La tela raffigura Santa Margherita da Cortona, vissuta nel XIII secolo e canonizzata nel 1728. La santa indossa l'abito delle terziarie francescane, sostiene fra le mani un crocifisso e osserva estatica un angelo in sontuose vesti che, apparsole, le porge una corona di spine. Sullo sfondo Satana, fallita l'impresa di ricondurre la donna al peccato, si allontana sconsolato. La scena è ambientata in un interno rustico e il bambino (o bambina) riccioluto in primo piano è probabilmente identificabile nel figlio che Margherita ebbe illegittimamente da un nobile di Montepulciano, Arsenio, alludendo così al passato di peccatrice della santa. Il teschio che si intravede in secondo piano costituisce invece un riferimento all'ascesi e alla penitenza della successiva vita condotta da Margherita (insieme al crocifisso e al rosario). Il cagnolino è considerato uno degli attributi della santa, in quanto Arsenio fu ucciso durante una battuta di caccia e Margherita ritrovò il corpo dell'amato grazie al suo cane. Il dipinto è la copia fedele, ma maggiore nelle dimensioni, della tela proveniente dalla collezione Merenda di Forlì e pervenuta nel 1968 al Metropolitan Museum of Art di New York (inv. 68.182; cm 172,1 x 122,6) con l'attribuzione a Pompeo Batoni, che venne convertita a partire dal 1969 nell’ascrizione al pittore napoletano Gaspare Traversi (1722-1770), che ha concordemente mantenuto sino al presente. La tela americana, cronologicamente prossima al 1758, proviene verosimilmente dal convento francescano di Castell’Arquato, nel piacentino, ove si trovava ancora nel 1805, mentre è documentata nella collezione Merenda nel 1870. I canali attraverso cui questa copia giunse al Monastero del Santissimo Sacramento sono probabilmente gli stessi che riguardano le copie da dipinti di Pompeo Batoni della stessa raccolta forlivese, qui giunti pure in epoca imprecisata, al pari della tela compagna raffigurante Cristo e la samaritana, documentata tra XVIII e XIX secolo nella medesima collezione
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800684915
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0