San Paolo
dipinto
Formato rettangolare
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Italia Centrale
- LOCALIZZAZIONE Brisighella (RA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La serie di dipinti venne vista nell’abside del coro alto delle monache dal Corbara, il quale (in entrambe le copie della sua scheda) la menzionava nel numero di 14, non di 13 come risulta tuttora. Nel 1992 Fabbri pure includeva 14 tele, ovvero Dio Padre, Ecce Homo e i dodici apostoli. Dall'esame delle fotografie accluse a tale catalogazione risulta attualmente mancante San Bartolomeo. Corbara riconosceva nelle telette copie degli originali di Pompeo Batoni conservati nella collezione Merenda a Forlì, mentre Fabbri nutriva qualche perplessità in merito al fatto che Batoni potesse essere l'ispiratore a monte di questo ciclo religioso. Il gruppo di Fognano, al momento inedito e privo di studi specifici, risulta di particolare rilevanza ai fini della determinazione della celebre serie di dipinti realizzata da Batoni negli anni quaranta del XVIII secolo su commissione del conte Cesare Merenda Salecchi (1700 – 1754) ed originariamente esposta nella galleria del palazzo di famiglia a Forlì. Nel 1945 tale serie venne trasferita presso la villa Monda, residenza dei Merenda non lungi da Forlì, e venne dispersa nei successivi anni cinquanta. L’Ecce Homo si trova oggi in una collezione privata; Sant’Andrea all’Art Institute di Chicago (inv. 1960.50); San Bartolomeo nella collezione Lemme presso il Museo del Barocco Romano in Palazzo Chigi ad Ariccia (inv. CL 98); San Giacomo maggiore al Bob Jones University Museum and Gallery a Greenville (inv. 61.263); le altre tele, incluso Dio Padre, appartengono alla Iliffe Collection di Basildon Park (Berkshire). Le tele di Fognano presentano nei soggetti differenze rispetto agli originali batoniani: figurano infatti i Santi Simone Zelota e Giuda Taddeo, assenti nel gruppo sinora noto. Poiché queste due ultime raffigurazioni sono perfettamente in linea, per misure, composizione e stile, rispetto alle altre, si può indurre che pure derivino da originali già parte del corredo dei dodici apostoli e al momento non rintracciati. Esse costituiscono, pertanto, la sola testimonianza figurativa sinora nota di dipinti al momento sconosciuti. Nell’assenza di questi santi, infatti, Bowron si chiedeva se essi fossero perduti o se la serie degli Apostoli fosse stata concepita sin dall’inizio come incompleta. La serie di Fognano permette quindi di accertare che il collegio apostolico si presentasse al completo. Si tratta, inoltre, dell’unica sequenza pressoché intatta di copie della serie realizzata per la galleria Merenda, fortemente incrementata a metà Settecento da fra Giuseppe Merenda e dal sopra menzionato fratello Cesare. Di alcuni santi, ma non di tutti, si conoscono alcune copie, conservate nella villa di Monda e in collezioni private. Tali copie presentano misure prossime agli originali batoniani, a differenza di quelle di Fognano, che si adattano tutte nelle dimensioni a quelle dell’Ecce homo di Batoni (cm 46 x 36; gli apostoli della collezione Merenda sono ampi 74 x 61 cm all’incirca). Le tele in oggetto non derivano da incisioni, in quanto le raffigurazioni non risultano invertite. Sono al momento ignoti i canali attraverso i quali la serie giunse, probabilmente nel XIX secolo insieme ad altre copie di dipinti batoniani della collezione Merenda, presso il Collegio Emiliani
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800684910
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0