testa di giovinetta

scultura, ante 1940 - ante 1940

Scultura in gesso patinato a bronzo raffigurante testa di giovinetta

  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA gesso/ patinatura a bronzo
  • ATTRIBUZIONI Bandieri Giovanni (1921/): scultore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Estense
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo dei Musei
  • INDIRIZZO largo Sant'Agostino, 337, Modena (MO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Risulta dai documenti, che l'opera sia stata acquistata presso una Mostra Regionale Giovanile, ad anno non precisato, ma situabile entro il 1940. Un esemplare prezioso, in quanto palesa l'aspirazione di una personalità modenese a inserirsi nelle più vivaci e informate correnti di cultura coeve. Diplomatosi presso l'Istituto d'arte cittadino, bandieri frequentava per un paio d'anni l'Accademia di Bologna, coltivando, oltre che la scultura, l'affresco e il disegno. Esordiva, con alcuni disegni, nel 1948, alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. La carriera di insegnante lo avrebbe indotto, verso la fine degli anni '50, a trasferirsi a Mestre (cfr. "La Saletta degli Amici dell'arte" 1992, p. 130; Fuoco 1993, pp. 105-106). Saggio emblematico della sua produzione plastica, questa "Testa" ben restituisce il clima, nel quarto e quinto decennio del secolo, di adesione alle poetiche del "Novecento", e in particolare a quei "valori plastici" propagati in scultura da Arturo Martini; un clima che in Modena coinvolgeva autori quali Vittorio Magelli, Ivo Soli, Dante Zamboni, Bruno Semprebon, in diversificate posizioni ma pur sempre tra i sue poli del naturalismo e del formalismo (cfr. Martinelli Braglia 1995 c. s.; 1994, pp. 21 e 23). Fra le fonti ispiratrici di Giovanni Bandieri dovettero esserci saggi del Martini come il "Busto di giovane" del 1927, gesso nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. E in effetti nella "Testa di giovinetta" la percettività dei dati naturalistici si cala entro una cifra derivata da una classicità, si direbbe, neoquattrocentesca, così diffusa in quel giro d'anni, se pure non vi riaffiorano memorie ancor più remote, nel recupero di certa plastica arcaica. Un primitivismo ben congeniale al "ritorno all'ordine" che detta la struttura solida e compatta, nonché la forma essenziale, come distillata senza rinunciare a un sostrato di naturalismo, fatto di tenerezza di modellato e di liriche emozioni
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800439217
  • NUMERO D'INVENTARIO 8026
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA GALLERIA ESTENSE
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2012
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - ante 1940 - ante 1940

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'