Due vecchi con barba. figura maschile di anziano

disegno, post 1790 - ante 1810

Studio a mezzo busto di due anziani uomini con barba, rivolti uno verso l'altro. Le mani sono appena abbozzate

  • OGGETTO disegno
  • MATERIA E TECNICA carta/ matita
  • MISURE Altezza: 185 mm
    Larghezza: 143 mm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Emiliano
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Modenese Del '600
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Estense
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Coccapani
  • INDIRIZZO viale Vittorio Emanuele, 95, Modena (MO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Documentazione archivio ufficio catalogo (scheda non firmata ne datata). "Una attribuzione certa del presente foglio appare diffìcile per le diverse influenze che vi si riscontrano. Nella maniera del disegno del volto dei due vecchi, dallo sguardo meditativo, si rivelano i caratteristici tratti del linguaggio grafico di Domenico Zampieri, detto il Domenichino (Bologna, 1581-Napoli, 1641). Il vecchio di sinistra è molto simile alla 'Testa di uomo vecchio', disegno conservato a Budapest (inv. n.2308) e ancor più simile al disegno con 'Schizzi per un Apostolo' (inv. n. 2310). Le linee di Domenichino sono pallide, ma univoche e chiare, fini senza essere troppo raffinate. Fra i dipinti noti di Domenichino non appare un'opera di soggetto simile, ma il disegno può essere messo in relazione a qualche opera perduta. In molti studi di figura si notano caratteristiche di grafìa particolarmente vicine a questo e al foglio di Budapest come nell'abbozzo di Besançon preliminare alla 'Vocazione dei SS.Pietro e Andrea' (Musée des Beaux Arts D 1874; R.E. Spear, Preparatory drawings by Domenichino, in 'Master Drawings', VI/2, 1968, III, tav. 14), che tratteggia il primo pensiero per una scena del capolavoro romano dell'artista, la decorazione della chiesa di Sant'Andrea della Valle (1624-1628). Così come in uno studio di figura di Windsor (Royal Library, 604; J. Pope-Hennesy, 'The Drawings of Domenichino in the Collection of his Majesty the King at Windsor Castle, Londra 1948, n. 1008, fig.49), finalizzato a una scena del ciclo di affreschi con 'Storie del Vecchio Testamento' nella chiesa di San Silvestro al Quirinale di Roma, datato da Spear al 1628, e precisamente per la rappresentazione del re David che suona l'arpa davanti all'Arca dell'Alleanza (R.E. Spear, Domenichino, I-II, Londra 1982, n. 101, ill. 328). Il presente disegno offre del resto anche spunti di confronto con un altro artista, Simone Cantarini (Pesaro, 1612 - Verona, 1648), per le somiglianze con un foglio raffigurante 'La Sacra Famiglia e San Pietro che risana lo storpio' conservato a Londra al Victoria and Albert Museum (inv.D 988- 1900); in particolare si possono notare la resa simile delle dita a uncino ed il tratteggio parallelo per la resa dell 'ombra. Rispetto alla brevità della sua carriera il Cantarini ha lasciato un corpus grafico di notevoli dimensioni, soprattutto composto di schizzi a penna o a matita rossa. Se si cercano connessioni con i suoi dipinti si può constatare che sono relativamente rare le concordanze con altre opere: questo sembra indicare che egli considerasse il disegno un autonomo mezzo di espressione artistica. Simone Cantarmi si formò in patria nelle botteghe del Pandolfi e del Ridolfì, tardi esponenti del barroccismo locale, ma alla sua curiosità culturale tali modelli dovettero ben presto andare stretti, tanto più perché fatti più moderni si erano ormai da tempo affacciati nelle Marche, provocando stimolanti confronti (Ludovico Carracci e Domenichino a Fano, Orazio Gentileschi a Fabriano, Rubens a Fermo). E poi l'arrivo in zona, a Fano (1626) e poi nella stessa Pesaro (1630 ca.), di dipinti di Guido Reni, determinarono le scelte del giovane artista. L'adesione al Reni è evidentissima nelle teste. La tecnica della matita rossa è quella prediletta da Simone, sull'esempio di Guido Reni, e alla quale sa conferire una grande duttilità espressiva. Rispetto ai più nitidi disegni a sanguigna di Guido, Cantarini si segnala per la maggiore vibrazione atmosferica e insieme patetica che egli riesce a conferire ai suoi fogli, grazie al tratto leggero e come smagliato dalla luce, e al ritomo del segno su se stesso per correggere o comunque meglio precisare, le attitudini dei personaggi". Il disegno è a matita rossa su carta avorio. Escludo che il disegno possa essere di Simone Cantarini (come dice l'autore della scheda). Penso anzi che esso debba essere spostato cronologicamente molto più avanti; questo foglio ricorda lo stile di un Anonimo artista emiliano attivo fra il XVIII e il XIX, che ha lasciato alla bilioteca Luigi Poletti di Modena, un corpus grafico di circa 140 disegni, eseguiti con in prevalenza a matita rossa, anche se si dimostra abile anche con la matita nera e con la penna. L'analisi dello stile dell'Anonimo e dei soggetti ritratti, mostra un artista assai complesso, con una cultura legata all'ambito bolognese seicentesco, tra i Carracci e Giuseppe Maria Mitelli, e formatosi in particolare sui modelli del Guercino, molto imitati nel XVIII secolo. Del Guercino non imita solo i soggetti tipici del Guercino, ma anche il modo di stendere la matita rossa, usando un tratteggio parallelo e obliquo, che crea forti contrasti luminosi con il bianco della carta. Altro elemento visibile soprattutto nelle garziose figurine di donna, dalle fisionomie allungate, ci riconducono in ambito emiliano vicino ai modi di Parmigianino e Correggio (N. Gasponi, 2001, p. 189)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Disegni
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800437247
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2008
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006

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