lapide tombale di Magister Johannes (prima metà sec. VIII)
lapide tombale
ca 0712 - ca 0744
Magister Johannes (notizie Sec. Xv)
notizie sec. XV
Al centro della lastra è contenuta l'iscrizione, rovesciata rispetto al decoro della cornice che si compone di (dall'esterno all'interno): una fascia a rocchetto (lungo i lati lunghi); un tralcio con inscritto un motivo a foglia affiancato da un grappolo d'uva (identificaabile pure con un motivo a pigna) alternato a un fiore con petali alternati lanceolati e ad alveolo; un motivo a stella intagliato ad incasso. Nei lati brevi la cornice a volute presenta in alto un'anfora (Kantharos) mentre in basso due colombe affiancano un chrismos a ruota. L'angolo inferiore sinistro è occupato da un tralcio fogliato, mentre quelli superiori sono decorati da una palmetta a ventaglio
- OGGETTO lapide tombale
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MATERIA E TECNICA
Marmo
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ATTRIBUZIONI
Magister Johannes (notizie Sec. Xv)
- LOCALIZZAZIONE Bobbio (PC)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La lapide era originariamente murata nella cripta, alle spalle dell'altare di San Colombano, ed era visibile solo la faccia con il decoro scultoreo (cfr. scheda relativa al verso). Il testo dell'iscrizione ricorda la sepoltura dell'abate Cumiano, del quale rappresenta l'unica fonte di informazioni. Fortunatamente il rimando interno al regno di Liutprando consente di inserire questo pezzo all'interno del suo regno (712-744). La Gray (1948) ha tentato di dare una collocazione cronologica più specifica (fine del regno 744 circa) su basi epigrafiche, ma senza portare elementi particolarmente probanti. Infatti la tipologia del testo offre dei rimandi sia alla lastra del vescovo Pietro da Pavia (723-737) sia a quella di Adiano I (795), rimandi che coprono quasi per intero l'VIII secolo. Meglio quindi continuare a considerare come estremi cronologici quelli relativi al regno di Liutprando. Le formule decorative adottate dal lapicida di Bobbio per creare la cornice ornamentale a motivi vegetali sono state esaminate ampiamente da Peroni (1972) e più di recente dal Cassanelli (1991). Entrambi hanno bene meso in luce dei precisi riscontri con altri pezzi alto medievali, quali le lastre provenienti da San Michele alla Pusterla a Pavia. Simile è infatti il modo di creare una fascia decorativa utilizzando alternativamente cerchi più grandi e più piccoli legati tra loro non mediante un nodo, come a Pavia, ma mediante una semplice sovrapposizione. Il partito ornamentale inciso "a incasso", più ridossi al testo epigrafico, riempito con ogni probabilita di pste vitree o colorate, rappresenta, come ha ampiamente dimostrato la Romanini (1972), sulla scorta di alcune osservazioni di Belli Barsali (1965), un chiaro rimando alla tecnica alveolare dell'oreficeria delle popolazioni della magistra barbaritas. E' inoltre possibile istituire dei confronti con la lapide di S. Vitaliano della cattedrale di Osimo o con quella di S. Agata al Monte (Segagni Malacart). Un ulteriore problema che è stato posto è quello riguardante l'autore della pietra, ossia se Johannes Magister fosse stato o il realizzatore materiale del pezzo o semplicemente l'autore del testo dell'iscrizione. Ma forse, come è stato giustamente sostenuto dal Cassanelli, la prima ipotesi è quella da preferire anche alla luce delle tecniche di lavoro delle maestranze dei cantieri altomedievali. Il Peroni ha anche notto come il fregiarsi del nome romano (Johannes) possa essere "l'indizio non dubbio di un raro recupero di costume classico rivissuto per il tramite di esempi paleocristiani, consentano alla raffinata citazione del cantaro e degli uccelli affronti ai lati del chrismos: tematica questa che viene recuperata, con una, in parte, analoga chiave di lettura nella lapide con i pavoni del Museo Civico di Pavia. L'aspetto che ha attiraro di più l'attenzione degli studiosi è senz'altro costituito dall' "errore" dell'inserimento dell'iscrizione nella cornice decorativa. Se infatti il Toesca e il Kautzsch hanno pensato che il marmo, lavorato nella sola cornice ornamentale nel VII secolo, fosse stato in seguito "malinteso" da maestranze successive che avrebbero inserito in un secondo tempo l'iscrizione controverso, il Peroni ha probabilmente, a ragione, pensato per la lettura del testo dell'iscrizione (che originariamente era terragna) e dell'ornato potevano benissimo prestarsi a percorsi diversi, giacchè la lastra "era in certo modo avvicinabile da diverse e opposte direzioni": si sarebbe peciò trattato di una svista del lapicida (Haselloff). D'altra parte un simile rovesciamento tra cornice decorativa e testo epigrafico era già stato notato anche in una lastra merolingia (De Caumiont, 1867). A livello epigrafico la lastra mostra le seguenti particolarità: alla terza riga si nota un'abbreviazione ottenuta inscrivendo una "S" entro uno "C" ("c (u) s" sta per "cum"); nella ventitreesima riga si legge "lustrun" anzichè "lustrum"; ogni coppia di righe termina con un punto; sono visibili delle irregolarità sia nella grandezza delle lettere che nel distanziamento delle stesse; il testo dell'iscrizione è stato seguito su una griglia lineare; c'è infine da osservare come l'abate Cumiano sia designato all'interno del testo come episcopus secondo la tradizione irlandese. E' interessante notare inoltre dei possibili rimandi alla lastra di via Nerino a Milano (Cassanelli, 1987) che mostra la medesima "o" a goccia e la "x" più distaccata, così come il pluteo con due agnelli di San Giovanni Battista a Monza che costituirebbe un immediato precedente. (Per il testo epigrafico si rinvia alla voce relativa "Cumiano" in compilazione dal Lo Martire per l'Enciclopedia di Arte Medioevale
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800260193
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- DATA DI COMPILAZIONE 1995
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- ISCRIZIONI +HIC SACRA BEATI MEMBR A CUMIANI SOLVUNTUR.CUIS CELUM PENETRANS ANIMA CSANGELIS GAUDET.ISTE FUIT MAGNUS DIGNITATE GENERE FORMAHUNC MISIT SCOTIIA FINES ADITALICO SENEM.LOCATUR EBOVIO D OMI NI CONS.STICTUS AMORE.UBI VENERANDI DIGMA COLUMBANI SERVANDO.VIGILANS IEIUNAS INDEFESSUS SIDULE ORANS.OLIMPIADIS QUATTUORUNIUSQUE CIRCOLO ANNI.SIC VIXIT FELICITER UT FELIXMODO CREDATUR.MITIS PRUDENS PIUS FRATR I BUSPACEFICUS CUNCTIS.HUIC AETATIS ANNI FUERUNTNOVIES DENI.LUSTRUN QUOQUE UNUM MENSENQUE QUATTUOR SIMUL.AT PATER EGREGIE POTENSINTERCESSO EXISTEPRO GLORIOSISSIMO LIUTPRANDOREGE QUI TUUMPRAETOSO LAPIDE TYBUMDECORAVIT DEVOTUS.SIT UT MANIFESTUM ALMUM UBITEGITUR CORPUS.D E P OSITUS EST HIC D O M INU CUMIANUSEP ISCOPOSS XIII K A L ENDA S S E P T EM B RI S.FECITJOHANNES MAGISTER -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0